lunedì 29 settembre 2014

6.18 - Una strana storia e un insolito ottimismo

Una strana storia, dove l'adozione fa da sottofondo, ma che non c'entra nulla con la nostra storia.
1987, Stati Uniti, una bambina nasce senza gambe e viene lasciata in ospedale dai genitori biologici (non se la sentono, non sono in grado, di crescere una bambina cosi).
La bambina viene adottata da una famiglia con altri figli, decidono di crescerla esattamente come hanno cresciuto gli altri figli, le dicono "non puoi mai dire "I can't", se vuoi veramente qualcosa, la puoi fare".
E cosi' la bambina cresce con questo spirito, si appassiona alla ginnastica artistica, ha come idolo una ginnasta (campionessa olimpica se ricordo bene)... e decide di fare anche lei la ginnasta! E ci riesce, e diventa molto brava, al punto che mentre e' in high school inizia a vincere competizioni a livello statale... e poi gioca anche a basketball (nella squadra con altre ragazze dotate di gambe), e fa mille altre cose... e a oggi vive da sola a Los Angeles, fa la ginnasta.
La cosa ancora piu' sorprendente e' che quando questa ragazza aveva 16 anni ha chiesto ai propri genitori se le potevano dire qualcosa di piu' sulle sue origini... e cosi' le hanno rivelato che lei e' la sorella biologica della ginnasta suo idolo!!

Questa storia mi dice tante cose.
Mi dice che i geni fanno parte di quello che siamo, non possiamo negarlo... questa ragazza ha una dote, nel DNA.... ma anche l'ambiente in cui cresciamo ci forma, la sua famiglia (adottiva intendo) le ha fornito la mentalita' e l'ambiente giusti per farla emergere, per farla diventare quello che voleva diventare ;-).
Mi dice che a volte abbiamo paura dei nostri limiti.... io sinceramente non me la sentirei mai di adottare un bimbo senza gambe, ma per fortuna c'e' qualcuno che l'ha fatto, che lo fa, che offre tutto il proprio amore, tutti i propri mezzi.... cosi' come per fortuna c'e' qualcuno che adotta bambini con le bolle nei polmoni, qualcuno che adotta bimbi con la sindrome di down, qualcuno che adotta bambini esposti alle anfetamine ecc ecc..... perche' non e' una questione di "possedere", e' una questione di "donare".
Mi dice che e' bello sapere qualcosa delle proprie origini... basta pensare al caso di questa ragazza, chi non sarebbe contento di essere il fratello/sorella del proprio idolo di gioventu? :-)
[non ho indagato sul rapporto di questa ragazza con i genitori biologici ecc ecc]

Questo l'articolo con il video, se volete vedere questa ragazza, bella e forte, dentro e fuori.

Ciliegina sulla torta: questo articolo era stato condiviso sul facebook dalla bithmom di D :-)


E poi, non so perche', ultimamente mi e' venuto un insolito ottimismo.
Sono circondata da amiche incinte o che hanno avuto da pochi mesi un bimbo... pero' sono uscita (momentaneamente o temporaneamente non so) dal loop "ma il nostro quando arriva?" e ho pensato che il "nostro" magari e' gia' da qualche parte, dentro la pancia di una donna che forse lo sa, forse ancora no, che probabilmente non sa bene che fare della propria vita (prob sta messa peggio di me), ma che la sera si accarezza la pancia e gli manda il suo amore.

12 commenti:

Anonimo ha detto...

ohhh che bella storia Marica, pazzesco, del resto io sono, come tanti altri gemelli monozigoti, sono soggetta a continui studi proprio per stabile se è + l'ambiente o il dna a determinare come sei/sarai.
Però io non dimentico mai che dare il figlio in adozione, soprattutto con il metodo USA che non fa perdere tempo a bimbi lasciati in istituto a lungo, dicevo una mamma che dà il figlio in adozione lo fa per garantirgli il meglio che non può dargli lei, per me rimane un grande gesto d'amore. bacio sandra frollins

Luciano Canosa ha detto...

Ve lo auguro davvero. Tanta bontà deve essere premiata.

Speranza ha detto...

Sono emozionata e senza parole. tutto il bene del mondo x vou e i protagonisti di questa storia.

Mel. ha detto...

Bella storia e bello il tuo ottimismo :)

Moky ha detto...

Che storia eccezionale. Chissà chi è destinato a voi....

Alessandra ha detto...

Proprio in questi giorni comincio a chiedermi "cosa racconterò a J. quando mi chiederà chi erano i suoi genitori"?
Come affronteremo le domande senza risposta, quale 'storia' decideremo di creare, come potremo accettare un pur così breve prima senza saperne il perchè?

J. era uno "special needs" e speciale per noi lo è veramente in ogni fibra del suo essere molto più del figlio che avremmo mai potuto solo immaginare e sognare...mi fai ripensare a come fu difficile la prima volta dare quel tipo di disponibilità come è stato invece naturale questa seconda volta mettere una x in quella casella.

Quante risorse possiamo trovare in noi se solo abbiamo il coraggio di chiudere gli occhi e saltare dall'altra parte???


P.s. che ne dici riusciamo a farlo insieme il secondo giro? :-)

Anonimo ha detto...

Bellissima storia... :)

p.s. meravigliose e spettacolari leginnaste del '96! :)


Pollon

erolucy.com ha detto...

Mi hai fatto piangere.

Greis ha detto...

Marica....dolcissima. :****

barbara inthesky ha detto...

Mi hai toccata "dentro".
Il bimbo che ci hanno destinato e' uno "special needs" (per eta' e altro), ma io non ho avuto il coraggio di dare disponibilita' all'adozione di un bimbo disabile (intanto perche' lavoro quotidianamente con i ragazzi con disabilita' varie e vedo e sperimento quanto sia duro e destabilizzante per i genitori biologici, che qui non trovano un grande supporto psicologico e pratico di cui invece avrebbero un gran bisogno, poi perche' anche l'ambiente fisico-architettonico e sociale in cui si vive e' determinante per la scelta e qui le barriere non si contano), ma provo un'ammirazione infinita per chi l'ha avuto questo coraggio.
:*)
Barbara

barbara inthesky ha detto...

Dimenticavo!
In relazione all'ultima parte del post... un grande in bocca al lupo! Che la' fuori qualcosa di bello stia accadendo!

Marica ha detto...

Sandra: e' molto affascinante il dibattito tra nature and norture, o come si chiama :-)

Luciano: :-)

Speranza: eh grazie.....

mel: speriamo che duri!

Moky: :-) spero di scorprirlo presto ;-D

Alessandra: ti sono e ti sento molto vicina :-)
volevo dirti... abbiamo preso in biblioteca un bel libro, si chiama "the red thread", non so se ci sia in italia.... ma mi e' piaciuto e te lo consiglierei!
[posso anche spedirtelo da qui, quello in inglese, se vuoi]

Pollon: :-)

erolucy: uh, cara!

greis; :-)

Barbara: ma capisco benissimo, anche noi non ce la siamo sentita di andare per uno special needs (nonostnate tempi e costi sono decisamente ridotti), credo fermamente che non bisogna "sacrificarsi" se non ci si sente di fare cio' ma bisogna perseguire la felicita' della famiglia... per fortuna ci sono famiglie "forti".. e poi chissa', magari un giorno saremo piu' forti pure noi :-)