mercoledì 13 febbraio 2013

5.2 - il support group di febbraio

Ieri sera siamo andati al meeting del support group di febbraio.
Oltre a noi c'erano altre 4 coppie (in attesa per il primo bambino), una coppia che aveva appena adottato un bimbo, piu' una mamma in attesa per il secondo bambino (aveva lasciato marito e primo bambino a casa). La suddetta mamma e' quella che aveva atteso solo 8 giorni per adottare il primo figlio.
Abbiamo portato anche Little D, che devo riconoscere si e' comportato abbastanza bene. Lo abbiamo anche fatto cenare li', visto che per lui era ora di cena.
L'argomento della serata era l'entrustment ceremony, cioe' quel piccolo rito che si fa quando il bimbo passa dalla birthmom ai genitori adottivi. Noi in realta' non l'abbiamo fatto, ma spesso si fa.

Ognuno ha raccontato il proprio percorso fino ad allora.
Una coppia ha detto "mai ci saremmo aspettati di trovarci nella situazione in cui la birthmom vuole noi, ma noi non vogliamo lei".
In pratica la birthmom in questione (mi pare sui 40) ha gia' avuto 10 gravidanze alle spalle, di cui solo 5 portate a termine... di questi 5, un bimbo e' morto poco dopo la nascita, e altri 4 hanno malattie mi pare di aver capito di tipo psicologico. Non ho colto tutti i dettagli che ero un po' distratta, ma il senso di quello che dicevano era che loro non se la sentono di accogliere un bambino cosi.. semplicemente perche' pensano di non avere la forza, le capacita'.
Qualcuno potrebbe obiettare che non e' giusto "scegliere" e cercare il bambino perfetto... io mi sento di dire che cosi' come chi affronta una gravidanza fa delle scelte per avere un bambino sano, cosi' anche chi affronta un'adozione ha il diritto di fare delle scelte. Loro non se la sentono, magari qualcun altro si... ed e' giusto che quel bambino vada a chi la le risorse per farlo crescere nel modo migliore.
Si tratta, in fondo, di cercare il perfect match.

E cosi' mi sono ricordata che anche noi dovremo fare delle scelte, a cui per ora non abbiamo ancora pensato.

Guglielmina ci ha dato il primo plico di documenti e ci aspetta la settimana prossima a Los Angeles.

23 commenti:

M. ha detto...

Certo che chi affronta un'adozione ha il diritto di fare delle scelte. Ma sia in Italia che in UK, se metti dei "paletti" sei tagliato fuori. Non ti accettano. :(

M. ha detto...

Scusa, ho postato troppo presto. Noi abbiamo rinunciare ad adorrare (in UK) perche` i bimbi adottabili sono grandi (4-11 anni) e molti con problemi psicologici o disabilita`. Purtroppo noi non ci sentiamo all'altezza. Conosciamo gente che ci ha provato comunque, ma l'adozione alla fine non ha funzionato. Forse dovremmo trasferirci tutti negli US. E dire che qui a Londra quando si parla di adozioni cone la vostra (bellissima!) la gente dice che i bambini non si comprano. :( Tristezza.... Scusa se non mi firmo.

allafinearrivamamma ha detto...

mmmm...
argomento difficilissimo da affrontare.
sono combattuta, dico la verità.

mi prendo tempo.
rifletto.

sfollicolatamente ha detto...

eh gia', M, e' proprio cosi, i bimbi piccoli non te li danno, purtroppo :-(

Vorrei aggiungere una cosa, che a me ha fatto riflettere (perche' pure noi chiaramente avremmo voluto stare su un'eta' sotto i 2 anni) gli assistenti sociali qui in Italia mi han detto che chi cerca i bimbi piccoli dai Paesi del terzo mondo, in realta' non fa che incoraggiare una specie di compravendita, perche' in quei PAesi tante donne metterebbero al mondo figli solo per poter avere una ricompensa dai genitori adottivi. Certo, le ricompense pecuniarie non dovrebbero essere permesse, ma si sa in certi PAesi come vanno le cose.
Sicuramente questo discorso non vale per un Paese civile come gli USA, per fortuna!!
Certo che e' meglio mettere dei paletti, nessuno cerca eroi del'ultima ora che poi crollano soto il peso delle responsabilita'...

ero Lucy ha detto...

Sembra lo stesso ragionamento traslato dalla gravidanza alle adozioni. Davvero interessante. C'e' chi accetta qualsiasi esito senza fare l'amniocentesi e c'e' chi invece si crea degli scrupoli. Io l'ho fatto, sebbene non abbia fatto l'amniocentesi, ma ho sempre detto che non me la sarei sentita di crescere un bimbo con disabilita'. E' un mio limite, magari sono vigliacca, ma penso di non potergli dare il doppio dell'amore di cui invece ha bisogno. E questa sembra una situazione simile.

Anonimo ha detto...

mai farsi carico di cose che già si sa non si potranno affrontare,
questa è l'unica cosa intelligente che dicono sull'adozione in Italia.
baci sandra

Il Frutto Della Passione ha detto...

In Brasile oltre allo stato di salute è possibile scegliere sesso, colore, età e anche luogo di nascita del bambino.
Decidere di dedicare la vita ad un bambino con bisogni speciali è una scelta importante e credo debba essere presa coscientemente.
Personalmente non me la sono sentita col primo figlio, ma non chiudo le porte per il futuro.

Più sento di racconti sugli assistenti sociali in Italia, più mi sento fortunata ad aver adottato all'estero!!
Anche nei paesi meno "civili" c'è ormai un forte controllo sulle adozioni, per fortuna e spesso i bambini piccoli non arrivano in Italia perché trovano una famiglia più vicina al loro luogo di nascita.

Nikla ha detto...

Io sono d'accordissimo con la libertà di poter scegliere, in gravidanza come in adozione, per quanto possibile ovviamente...
Che bello sono contenta che abbiate ricominciato la strada che vi porterà al vostro bel pandino rosso :-)

Marica ha detto...

M: da qualche parte avevo letto che in UK si potevano adottare anche neonati, ma in effetti la fonte non si e' rivelata poi attendibile.
Purtroppo le adozioni sono cosi' diversamente regolamentate in giro per il mondo... come diceva "il mondo di Ci" nel suo post di oggi, bisognerebbe guardare all'interesse del bambino :-/

allafinearrivamamma: rifletti rifletti.
quello che voglio dire e': quando una donna e' incinta fa innanzitutto delle scelte salutiste (riguardo cibo, medicinali, alcool ecc), poi spesso fa l'amniocentesi e prende delle decisioni...
io personalmente ho sempre pensato che non l'avrei mai fatta e che avrei accettato tutto, ma riconosco il diritto delle donne di "scegliere", diciamo cosi'.
e poi ci sono quelle persone che portano in se' malattie genetiche e sono combattute tra il desiderio di avere un figlio e il rischio che abbia delle malattie.
tutti fanno delle scelte in tema di gravidanza, e per lo piu' sono "accettate" dalla societa'.
poi certo puo' capitare che un bambino nasca con una malattia che non si poteva prevedere, o che a 3 anni attraversando la strada venga investito e perda l'uso delle gambe, tutto puo' succedere, ma io ora ti parlo di cose "prevedibili".
Accertato che per le coppie incinte alcune scelte sono tollerate/accettate, io ritengo che debba essere lo stesso per le coppie che adottano. Anzi.. nel caso dell'adozione il bambino cmq "nasce", semplicemente andra' magari in un'altra famiglia, piu' preparata.
Tempo fa leggevo in un forum una mamma adottiva che diceva "io sono bipolare, secondo voi riusciro' mai ad adottare?", e un'altra mamma le diceva di si, perche' aveva conosciuto una mamma bipolare che aveva adottato un figlio nato proprio da una donna bipolare... la birthmom aveva scelto lei perche' sapeva che, avendo avuto a che fare con la "malattia", avrebbe saputo come crescere al meglio il bambino.
Penso che se la coppia di cui ho parlato non se la sente, non debba farlo... altrimenti non sarebbero felici, e se i genitori non sono felici, come puo' esserlo il figlio?

Marica ha detto...

sfolli: oh, non la sapevo sta cosa!!!
qui infatti e' vietato per legge dare "ricompense" alle birthmom, unica eccezione sono vitto e alloggio durante la gravidanza, ma il tutto e' regolamentato dall'agenzia :-/

ero lucy: esattamente quello che volevo dire! ognuno sa cosa puo' accettare e cosa no. poi certo bisogna trovarcisi effettivamente dentro per decidere sul da farsi...

sandra: gia'!

il frutto della passione: oh, wow, quante cose!

nikla: :-)

sfollicolatamente ha detto...

Il Frutto, non volevo offendere nessuno :-) non pensavo al Brasile ma piuttosto a Paesi dove questo e altro puo' succedere
http://www.vita.it/welfare/adozioni-internazinali/adozioni-kirghizistan-un-paese-complicato.html
(scusate e' un po' offtopic ma sono fresca da questa conversazione con gli assistenti sociali e sono un po' shokkata..)

Il Frutto Della Passione ha detto...

Sfollicolatamente non mi hai assolutamente offesa e mi scuso se ho dato questa idea.
Il mio commento stizzito era verso la realtà che c'è in Italia, dove gli assistenti sociali sembrano scoraggiare ed impaurire potenziali genitori adottivi!! Non sei la prima persona che si impaurisce di fronte ai loro racconti, che sicuramente hanno un fondo di verità, ma che non devono essere argomento principale, come invece purtroppo spesso accade!!

Gaia ha detto...

Anche io credo che scegliere valutando in coscienza i propri limiti sia la cosa più saggia, soprattutto se si tratta del primo figlio. Poi ovvio tutto può capitare, e una mamma e un papà tutto imparano ad affrontare, ma proprio tutto... ma questa è un'altra storia.

elle ha detto...

Non vorrei scrivere un commento troppo emotivo, ma non credo che ci riuscirò del tutto, quindi mi scuso se urterò la sensibilità di qualcuno, ma sappiate che non è nelle mie intenzioni, davvero.
Vorrei solo dire una cosa che mi sta molto a cuore.
"Scegliere" o "decidere" (preferisco forse quest'ultimo verbo) di non portare avanti una gravidanza è sempre e comunque una sconfitta e una tragedia per tutti: genitori, bimbo, società, anche se i motivi alla base sono gravi.
Gli effetti di tale decisione sono devastanti, e mi rendo conto che chi non lo vive -per sua fortuna- riesce a parlarne con "leggerezza", com'è forse giusto che sia, mentre si sta invece discutendo di una tragedia immane, difficile da superare.
Detto questo, in me appare netta la distinzione tra chi questo tipo di decisione la prende sulla propria pelle, rimettendoci qualcosa che non recupererà mai più neanche con altre cento gravidanze felici, e chi invece, adottando, può "scegliere" di non accogliere la tragedia, perché non l'ha vissuta dall'interno.
Sono due cose intrinsecamente diverse.
Invece mi sento di dire che i sentimenti di chi decide di mettere al mondo un figlio disabile o di chi lo adotta sono più vicini, perché implicano una partecipazione emotiva importante in entrambi i casi.
Non so se mi sono spiegata...spero che sia arrivato quello che volevo dire.
Grazie per avermi fatto mettere a fuoco questa situazione.

elle ha detto...

volevo dire "i sentimenti di chi decide di mettere al mondo un figlio disabile *e* di chi lo adotta sono più vicini"...

alessia ha detto...

Marica capisco cosa vuoi dire e sono d'accordo con te.. una mamma adottiva ha gli stessi diritti a portare avanti il suo percorso (e nella modalità che preferisce) come una donna la sua gravidanza. Quindi anche come dice Sandra..mai farsi carico di ciò che sappiamo già non riusciremo ad affrontare.

Però grazie elle perché la tua precisazione in effetti è importante. Decidere di interrompere una gravidanza non è come scegliere di non adottare bambini con disabilità. Nessun bambino non adottato per questi motivi ti seguirà come un fantasma nel corso della tua vita.. Insomma sì penso anch'io che "successive gravidanze felici" non potrebbero lenire nel profondo quella tragedia.

Io ho fatto l'amniocentesi ma sinceramente non so cosa avrei fatto se.. Sì credo che l'avrei interrotta e allora sarei diventata una zombie
Io non cercavo il perfect match, solo di non trovarmi a gestire qualcosa che mi avrebbe annientato. Perché, anche se non possiamo prevedere le nostra capacità di reazione, beh io avevo paura che per me sarebbe finita così

Marica ha detto...

elle: grazie mille elle, grazie per il tuo commento e mi scuso per la leggerezza con cui ho trattato l'argomento :-/
mi hai fatto pensare che e' vero che conosco tante donne che hanno detto "faccio l'amniocentesi cosi' vedo se...." [anche riferito alla sindrome di down per esempio] ma poi a tutte e' andata bene e nessuna di mia conoscenza si e' trovata in quella situazione drammatica in cui ti sei trovata tu :-(
hai indubbiamente ragione tu, e' profondamente diverso.
il mio discorso partiva dal fatto che come ci sono i "benpensanti" che alle donne che affrontano la pma dicono "eh, ma perche' non adotti invece? con tutti i bambini che ci sono in giro ecc", ci sono anche quelli che "ma come? vuoi pure scegliere?".
anche per una coppia adottiva e' una decisione difficile, perche' magari vede la possibilita' di un bambino dopo anni di ricerche... ma indubbiamente per una coppia che ha una gravidanza in corso e' ben piu' drammatico.
un abbraccio

ha detto...

Ho letto il post e anche tutti i commenti, interessantissimi, specie quello di elle - grazie anche da parte mia per aver aiutato tutti a focalizzare -, e che hanno espresso tante sfaccettature emotive della maternità&adozioni.

Marica capisco e condivido cosa hai scritto e anche cosa ha scritto Sandra, perchè davvero un bimbo che già parte così svantaggiato deve avere DIRITTO - almeno quello... - a delle persone che partano "sentendosela" e quindi con la forza di dare il massimo possibile nell'accoglierlo in famiglia a proprio agio con la sua disabilità - se si può dire così -.

Il perfect match secondo me per le adozioni va proprio ricercato per il bene del bambino, per garantire lo scenario migliore per lui/lei. Invece vanno arginate le derive che portano alla mercificazione dei bambini, per esempio sento che qualcosa stona nell'affitto dietro compenso dell'utero (pur sapendo che mi muovo sulle uova e che vanno presi in considerazione tutti i sentimenti delle famiglie coinvolte), come nei compensi di cui si parlava sopra alle mamme che danno in adozione bimbi nei Paesi più poveri.

La sensazione prevalente però, leggendovi, è che è proprio vero che non si dovrebbe mai giudicare in assoluto gli altri, ma nemmeno le situazioni in cui si trovano o gli scenari possibili quando non ci riguardano, o sono lontane anni luce dal nostro vissuto.

antonellaVì ha detto...

Salve, sono approdata qui....non ricordo come ma felice di aver ritrovato amiche. Complimenti per il blog ma soprattutto per il tuo percorso. ho avuto modo di leggervi nei vari commenti. E' comprensibile che ogni mamma che sia naturale o adottiva guardi ad un figlio "perfetto", sarebbe il coronamento di un sogno di maternità perfetto. La maternità però non è perfezione altrimenti non accadrebbero incidenti di percorso. La maternità è amore e quindi l'accoglienza di un figlio da amare. credo che il non accettare una tale sfida sia solo frutto di paura e della non conoscenza. Un figlio, anche quello non griffato chiede solo di essere amato e credetemi nessuna mamma dovrebbe dubitare della sua forza. Ne avrà talmente tanta che supererà ogni scoglio anche se imparerà a convivere con la paura di veder soffrire il proprio bambino. Non sono d'accordo pienamente sul fatto che scegliere di non adottare un bambino disabile non sarà come un fantasma. Lo sarà ugualmente per entrambe le madri, adottiva e no anche se in maniera diversa. Avete mai visto in una casa famiglia un bambino disabile abbandonato a se stesso? Quel cucciolo sarà rinnegato tante volte ancora oltre ad esserlo stato dalla sua mamma solo perchè la vita a scelto per lui. Non giudico nessuno s'intende dev'essere solo motivo di riflessione la mia intromissione. Un saluto a tutte

ha detto...

Vorrei fare una precisazione al mio commento precedente.
Quando una mia amica molto vicina anni fa non riusciva ad avere figli, dopo un tot di aborti spontanei iniziò le pratiche di adozione e mi raccontò che c'erano domande mirate sul "tipo" di bambino che si era disposti ad accogliere. A me stonò tanto, anzi onestamente ne fui proprio turbata, mi sembrava un mercato... Avevo già amici che erano passati per l'inferno delle adozioni internazionali e fatto volontariato con disabili di diverso tipo, non contemplavo come dice AntonellaVi che fossero ancora e ancora rifiutati i bambini pià bisognosi. Personalmente se fosse toccato a me fare selezione dei candidati, pensai, chi aveva richiesto un bambino sano/italiano/neonato sarebbe finito in fondo alla classifica. Ero piena di rabbia a pensare a tanti bimbi "scartati come difettosi", mi sembrava un'ingiustizia immensa.

A posteriori, oggi che sono madre, e ho conosciuto tanti genitori, penso che sia vero che ci si scopre capaci di cose incredibili - davvero! -, ma uno che genitore non è ancora legittimamente deve aver modo di dire in coscienza cosa si sente di affrontare e cosa no, per offrire al bimbo adottato la mieglior accoglienza possibile.
Con perfect match intendevo questo, non che si possa scegliere un bambino stile foto di Anne Giddens.

Spero di essermi spiegata.

Marica ha detto...

ci e antonella: grazie per i vostri commenti, sono fonte di riflessione.

purtroppo e' vero che, mentre i neonati vengono adottati subito, bambini che hanno gia' avuto un passato "pesante" alle spalle tendono a restare piu' a lungo nel sistema di cura statale (foster care).. e si, riconosco che "non e' giusto", pero' sono anche consapevole che bisogna essere pronti per quel tipo di esperienza, altrimenti si rischia di fare/farsi piu' male che bene :-(

M. ha detto...

Ciao Marica, ciao a tutte. No, qui non e` possibile adottare un "newborn". Lo e` stato per un breve periodo. Lo stato fa di tutto perche` i bimbi non vengano "abbandonati" (casa gratis, utenze pagate, assegno mensile) cosi` di solito un bimbo diventa adottabile tardi (sui 4 anni) e solo se ha "problemi". Il percorso di adozione e` sempre piu` lento, e spesso devi aspettare 2 anni e mezzo per essere dichiarato idoneo. In molti casi viene "suggerito" di dare la disponibilita` come foster parents. Solo 80 bimbi sotto i due anni sono stati adottati in UK lo scorso anno.
Non sto dicento che voglio "scartare i bambini difettosi", assolutamente no. Ma io noi siamo soli qui in UK, non abbiamo nessun parente, e non ce la sentiamo al momento di prenderci cura di un bimbo grande e con gravi disabilita`. Forse, se si trattasse del secondo figlio, perche` no. E trovo piu` giusto dirlo subito che, come spesso succede, "dare" indietro il bimbo dopo pochi mesi.
Trovo ingiusto sia per un genitore adottivo che per un bimbo in attesa di adozione il discorso "se non sei stato fortunato da avere un figlio tuo devi essere contento e prendere quel che ti capita". :/

Marica ha detto...

M: appoggio pienamente!!