martedì 10 aprile 2012

4.4 - La prima visita

A fine marzo siamo andati a fare la nostra prima visita alla famiglia biologica di Little D.; il marito ha preso un paio di giorni di ferie, e cosi' abbiamo trascorso in Oregon 4 giorni, dal giovedi' alla domenica.

Il primo giorno abbiamo incontrato il bio-papa' (concedetemi questa "traduzione") per pranzo, e poi il bio-nonno materno per cena. Il secondo giorno il bio-papa' al mattino, e la famiglia della bio-mamma al pomeriggio (compresa la bio-cuginetta!). Il terzo giorno siamo riusciti a fare un'uscita con entrambi i bio-genitori (che intanto a gennaio si sono lasciati, sigh). E l'ultimo giorno di nuovo la famiglia della bio-mamma.
Insomma, siamo riusciti a passare abbastanza tempo con tutti; l'unica nota negativa e' stata la pioggia incessante, che ci ha costretto a passare tutto il tempo indoor, cosa a cui Little D. non e' affatto abituato, e probabilmente anche per questo era spesso nervoso e piagnucolone :-(.

Io e il marito siamo stati sinceramente contenti (truly happy) di questo incontro, di rivederli tutti, e soprattutto di far loro passare del tempo con Little D. Un anno fa non pensavo questo fosse possibile, ma invece ero io stessa che andavo li' dalla bio-mamma e le dicevo "dai, prendilo un po' in braccio" [cosa che normalmente non faccio con le mie amiche, a meno che non ci sia "necessita'"], ma mi faceva piacere che anche loro lo tenessero un po', perche' Little D. fa parte anche di quella famiglia, e anche loro fanno parte della sua storia.
[in realta' Little D. ogni volta che veniva preso in braccio da qualcuno diverso da noi scoppiava in lacrime dopo massimo 10 secondi... la cosa ci ha fatto sentire veramente in colpa! per fortuna l'ultimo giorno le cose sono andate meglio]

Spero che anche loro siano stati contenti.
A guardarli mi e' sembrato di si, soprattutto i bio-nonni e il bio-papa', piu' difficile invece capire davvero cosa abbia provato lei. Sicuramente e' stata contenta di passare del tempo con Little D, e sicuramente era contenta del fatto che sta venendo su un bel bambino :-), ma penso che ci siano stati anche altri sentimenti, nulla di cui dobbiamo preoccuparci, ma che sono inevitabili in situazioni come questa.
Mi e' capitato di leggere qualcosa sull'argomento, e ho letto che solitamente le birth-mothers sono sempre contente di questi incontri, ma che dopo spesso hanno dei periodi un po' piu' tristi, animati da sentimenti del tipo "ma quando lo rivedro'? si ricordera' di me? gia' mi manca" ecc.

Razionalmente lo sa che ha fatto la scelta piu' "sensata".
Anche sua sorella ha una bambina piccola, e a quanto abbiamo capito questa bambina (un anno piu' grande di Little D) viene tirata su un po' dai vicini di casa, un po' dai nonni, con un papa' che sta a casa ma che non si prende cura di lei ed una mamma che lavora tutto il giorno per riportare a casa la pagnotta.

Ho cercato di fare tante foto di questo incontro, di immortalare Little D. con la sua bio-famiglia. Mi serviranno per mostrargli, quando sara' un po' piu' grande, che e' sempre stato circondato dall'amore.

18 commenti:

ero Lucy ha detto...

Mi ha messo tanta tristezza questo incontro... ma d'altronde se una mamma decide per una adozione e' proprio per non far crescere suo figlio come dici che sta facendo sua sorella. Che bravi siete, che dedizione, che attenzione agli altri. Siete ammirevoli.

Speranza ha detto...

Ammiro la vostra serenità nell'affrontare questo tipo di situazioni. Mi piace soprattutto che vi preoccupiate di includere Little D in un grande cerchio d'amore, cosa che sicuramente gli farà tanto bene sia adesso che in futuro. Il sapere che tutte le scelte, sia dei genitori biologici che quelle vostre, sono dettate dall'amore lo farà crescere forte e sicuro.
Complimenti.

Destinazioneestero ha detto...

Complimenti! Non ho altre parole.

Gaia ha detto...

Immagino che Little D. oltre alla pioggia incessante abbia captato questa ondata "anomala" di energia ed emozioni, e piccoletto com'è ha reagito alla sua maniera innervosendosi un pochettino. Ma sono sicura che crescendo esposto a questi stimoli per lui diventerà talmente naturale da non rendersi forse nemmeno conto fino in fondo di quanto amore e sacrificio c'è dietro tutto questo.
Ma sono anche sicura che un giorno, magari quando sarà grande, scriverai un bellissimo libro sulla sua storia e in quelle pagine, tra quelle rigue, scoprirà tutto l'enorme amore di cui ha goduto.
Grazie Marica anche perchè ci state facendo sognare ad occhi aperti, ma con una storia che più vera non si può. Abbraccissimi as usual!

Clara V ha detto...

Questo tipo di incontri a chi non vive questa situazione "fa strano", è inevitabile. Più che altro per la biomamma, perché penso che nella sua testa ci sará stato un turbine di emozioni a cui è difficile dare un nome. Perché questo bimbo lei lo ha portato in grembo e l'ha partorito, però non è figlio suo. Lo ama ma non è sua madre. Probabilmente quando lo vede ci si rivede oppure ci rivede il bio-papà.
Sono sentimenti che non riesco a comprendere, perché io probabilmente farei una scelta diversa.
Rimane il fatto che un bimbo che cresce in mezzo a persone che lo amano è un bimbo felice. Si parla tanto di famiglie atipiche, allargate. Anche io ne faccio parte, anche se in modo molto più comune, e a suo tempo il Pupetto ha fatto le sue domande. Ma l'amore non si divide, si moltiplica, e D è un bimbo molto fortunato ad aver trovato voi. Ma tu e tuo marito che sentimenti provate adesso verso la bio-famiglia? Insomma, loro sono legati comunque ad un periodo di stress enorme...
Mi dispiace che in Italia non possiamo avere questa possibilità, perché sono sicura che anche qui si farebbe il bene per tante persone (bio famiglie, bimbi e genitori adottivi).

Marica ha detto...

ero lucy: gia'... non sono situazioni facili, quelle che portano a queste scelte :-(

speranza: grazie :-)

destinazioneestero: facciamo del nostro meglio...

gaia: e' vero, probabilmente ha captato qualche energia strana, chissa'...
gia', vorrei fargli uno scrapbook con una storiella semplice semplice per quando e' piccolo... e poi vorrei stampare tutto lo scambio di email con la sua birth-family e metterlo da parte per quando sara' grande :-)

clara: anche per me sono sentimenti difficili da comprendere (faccio supposizioni)... quello che so per certo e' che quando io avevo 23 anni ho preso la pillola del giorno dopo, perche' non ero assolutamente pronta ad essere madre... e dopo 10 anni non mi pento, perche' non era per me quello il momento... cosi' posso capire che lei a 19 anni non se l'e' sentita di essere mamma... quello che non posso capire e' quali sentimenti comporta l'avere in grembo una creatura per 9 mesi, e poi donarla ad altre persone, per il suo bene.. assolutamente non deve essere facile!
[anche io, quando sento di quei bambini abbandondati nei cassonetti, penso che anche in italia una cosa del genere non sarebbe male... anzi, a volte lo penso anche quando sento di quelle ragazze di 16 anni o piu' costrette a sposarsi perche' sono rimaste incinte...]

Cri ha detto...

si, sarebbe bello che tutto questo esistesse in italia, sembra davvero un sistema che funziona bene (nei limiti della situazione). anche io credo che farei scelte diverse e non riesco ad immaginare per nessuna ragione come si possa dare in adozione un figlio dopo averlo cresciuto per nove mesi, e deve essere really really hard vedere la birth mother staccarsi dal figlio.little D e' davvero fortunato ad avere due genitori cosi' sensibili.

barbara78e ha detto...

... mamma mia...
che vortice di emozioni!!!
credo che l'unico modo per capire effettivamente cosa provate sia solo viverlo, e anche lo stesso, ognuno lo vivrebbe a suo modo, con le proprie emozioni portate dalla propria storia.
Seguo la ve vostre vicende con ammirazione, inchinandomi non solo di fronte alla vostra scelta, ma soprattutto al modo in cui la state gestendo.
Un bacione grosso grosso a Little D, amato non solo dalla sua "grande" famiglia, ma un pochino anche da tutte noi :)))

Elena - WorldWideMom ha detto...

ti ammiro tantissimo e sono contenta di aver incontrato questo blog. ti seguirò.
ti seguo su google friend connect!

Moky ha detto...

Non sentirti in colpa o responsabile ANCHE per i sentimenti che provano altre persone. Hai gia' una responsabilita' enorme, verso te e tuo marito, di "crescere" questo bambino che e' VOSTRO figlio, senza sobbarcarti anche il peso di fare "la cosa giusta" per l'altra famiglia, che e' si parte della sua vita, ma se mi permetti, un po' in secondo piano. Anche per il bene dei tuoi genitori e di quelli di tuo marito, e dei tuoi fratelli e/o sorelle..
E' gia' un lavoro difficile e intenso essere genitori quando ci sono solo 3 persone coinvolte, se ci aggiungi anche la responsabilita' di "far contenta" anche la bio-famiglia, secondo me finisci per stressarti troppo.

Credimi, lo so che sei tu a sentirti fortunata per il "regalo" che ti hanno fatto, ma secondo me, da come ti "conosco", sono loro ad essere fortunati ad aver scelto te come mamma, perché sei sempre attenta ai loro sentimenti, quasi prima dei tuoi. Ricordati che sei tu la mamma, quella "vera" anche se non biologica. Ognuno di noi porta il peso delle proprie scelte. Non caricarti sulle spalle il peso di quelle degli altri. Col tempo penso che la situazione diventerà' più' chiara, le linee più' demarcate, vedrai.

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Grazie Marica,

Ho ripreso a leggere questo blog. La vostra storia per noi è una ventata di gioia.

Manu & Cla di Pocapaglia (CN)

Gaia ha detto...

Ciao Little D, volevo solo dirti che ci mancano le tue avventure... per cui lascia un po' di tempo alla mamma per venircele a raccontare! ;-P

Luigi ha detto...

Non ho alcuna cognizione di merito per intervenire. La domanda che rivolgo a me stesso è se per la bio-madre coltivare questa relazione sia un modo veramente efficace per elaborare il lutto della separazione o se al contrario costringa a rivivere questa sconfitta senza possibilità di riscatto.
Buon weekend a tutti e tre.

Marica ha detto...

grazie a tutti per i commenti, in particolare a moky :-)
e scusate che non vi rispondo singolarmente :-(

giusto una piccola nota per luigi: da quel che ho potuto capire leggendo qua e la' di solito questa cosa le aiuta (perche' sanno dove sta il bambino, che fa, come cresce, che e' felice ecc)... in alcuni casi pero', soprattutto all'inizio, i primi anni, puo' essere difficile, ma in quel caso loro scelgono di non avere contatti fin quando non si sentono pronte, nessuno le costringe se non vogliono :-(

CherryBlossom ha detto...

Secondo me questo è veramente il modo migliore di procedere per tutte le parti in ballo. Da quello che capisco, in Italia questa opzione non esiste: se vuoi dare tuo figlio in adozione devi rinunciare a saperne mai più nulla. Forse se si ispirassero al sistema americano ci sarebbero anche in Italia più adozioni e meno affidi.

Marica ha detto...

cherryblossom: e' quello che penso pure io!

Anonimo ha detto...

ciao marica,
scusa se ti scrivo qui ma non sono riuscita a trovare i tuoi contatti. mi hanno segnalato il tuo blog, e siccome sto scrivendo un libro sulle adozioni mi piacerebbe raccontare la tua storia. se vedi questo messaggio per favore mi potresti scrivere al mio indirizzo e mail silviaferreri@gmail.com
grazie mille
silvia

Anonimo ha detto...

ciao marica,
scusa se ti scrivo qui ma non sono riuscita a trovare i tuoi contatti. mi hanno segnalato il tuo blog, e siccome sto scrivendo un libro sulle adozioni mi piacerebbe raccontare la tua storia. se vedi questo messaggio per favore mi potresti scrivere al mio indirizzo e mail silviaferreri@gmail.com
grazie mille
silvia