giovedì 12 gennaio 2012

3.1 - La notte in cui sei nato

Martedi' 29 Novembre, dopo cena, eravamo pronti per metterci sul divano a guardare la nostra serie TV preferita quando abbiamo ricevuto un sms da parte della tua birth-grandmother, che ci diceva che si trovavano tutti in ospedale e che la tua birth-mother aveva gia' un certo livello di dilatazione.

Panico.

Subito abbiamo risposto all'sms, poi abbiamo chiamato l'agenzia dell'adozione per dire che tu stavi per nascere e che noi avevamo deciso di andare, e l'agenzia ci ha detto che proprio quel giorno avevano ricevuto la proof of pregnancy e che quindi i loro dubbi si erano in parte dissolti (evviva); ci hanno detto inoltre che avrebbero subito avvisato l'agenzia in Oregon con la quale erano soliti collaborare.
Abbiamo cercato i biglietti aerei, ma il primo volo era la mattina dopo alle 6:40... prima di prenotarlo abbiamo chiamato sul cellulare la tua birth-grandmother (anche detta "nonna americana"), tanto per essere sicuri, ci ha risposto il tuo birth-fater che tutto tranquillo ci ha detto di andare, certo, e siamo rimasti d'accordo che ci saremmo visti il mattino dopo.

Quindi, mentre aspettavamo notizie con una certa ansia, abbiamo prenotato i biglietti aerei e il taxi per l'aeroporto, abbiamo preso i numeri di telefono di un paio di alberghi, abbiamo prenotato la macchina su in Oregon... Abbiamo preparato i bagagli: valigia grande con dentro qualche vestito per noi, i tuoi miseri 4 vestitini e la culla pieghevole; un borsone con dentro solo i giubbini (che nel caso potevamo svuotare e riempire con le tue cose) e il "baby book" (manuale di istruzioni), il car seat, e i nostri computers. Mentre aspettavamo notizie avremmo fatto e rifatto i bagagli non so quante volte. Verso mezzanotte e' arrivato un aggiornamento, che diceva che la dilatazione era 9.5 cm. A quel punto il livello di ansia e' salito ancora piu', ma le notizie su di te tardavano ad arrivare... e i pensieri si affollavano nella mente: e' nato? ci saranno state complicazioni nel parto? stara' male? ci avranno ripensato? cosa stara' succedendo? E con questi pensieri non potevamo certo andare a dormire, anche se sapevamo che dovevamo cercare di riposare un po', che il taxi sarebbe arrivato alle 4 del mattino.

E alla fine, quasi alle 3:30, un sms da parte della tua birth-grandmother:



E cosi' abbiamo scoperto che eri un maschietto... e pure bello grosso!
Che emozione indescrivibile...

A quel punto senza dormire affato siamo andati in aeroporto e abbiamo preso il volo per Porland.
[Uscendo di casa ci siamo guardati e ci siamo chiesti se saremmo tornati in due o in tre.]
A Portland abbiamo preso la macchina in affitto e abbiamo mandato nostre notizie alla tua nonna americana (ci avremmo messo due ore di guida per arrivare da te). Lei ci ha risposto che erano tutti un po' tristi ed "emotional" e di avere rispetto per questo quando saremmo arrivati. Beh, noi non ci pensavamo mica ad entrare facendo salti di gioia o urlando come matti... perche' sebbene contenti (molto contenti... il sogno di una vita che si stava per avverare) eravamo anche molto tristi, perche' ormai volevamo molto bene sia a te che alla tua mamma e al tuo papa' biologici che a tutta la tua "famiglia americana".
Eravamo tristi perche' sapevamo benissimo che i tuoi birthparents ti volevano (e ti vogliono ancora, ovvio) un mondo di bene, che la loro scelta era stata dettata dall'amore per te ("noi possiamo offrirgli tutto l'amore del mondo, ma solo quello... noi vogliamo che lui abbia il meglio dalla vita, che abbia quelle possibilita' che noi non possiamo offrirgli", dicevano nelle loro emails). Eravamo tristi perche' i tuoi nonni americani invece avrebbero preferito che tu restassi nella loro famiglia... e una parte di noi era cosi' presa da questi sentimenti che quasi volevamo fermarci e tornare indietro e dire "ci abbiamo ripensato, non possiamo farvi questo...", ci sentivamo in colpa all'idea di prenderti e portati via con noi... Ma siamo andati avanti, perche' si trattava di accoglierti tra le nostre braccia, nella vostra vita, per volere dei tuoi genitori biologici, per il tuo bene, per darti il meglio... sebbene doloroso (e questo e' veramente difficile da spiegare), siamo andati avanti, consapevoli di agire per il tuo bene (da allora, per sempre).

E cosi' a mezzogiorno del 30 novembre siamo arrivati in ospedale. Alquanto agitati abbiamo chiesto di te alla reception e poi ci siamo avviati verso la tua stanza...

29 commenti:

Owl ha detto...

Un post bellissimo, scusa, non trovo altre parole.

Nikla ha detto...

:'')

destinazioneestero ha detto...

Sono commossa.

Lucy van Pelt ha detto...

Bello bello bello!!! Quante emozioni Marica... fino all'ultimo!

Cecilia ha detto...

ho le lacrime agli occhi...

La Ragazza col Coniglio ha detto...

Ho la pelle d'oca e le lacrime agli occhi, e leggere quell'sms è stato 'il colpo finale'. :')
Che meraviglia, davvero!
Non ci sono parole :)))

Anonimo ha detto...

Marika...non ho parole..commossa..lacrime..gioia..curiosità..grazie.Lia

romina ha detto...

Che emozione Marica!!
Mi ricordo benissimo quella sera!!

Gaia ha detto...

Anche io sono commossa Marica. Questa storia sembra una favola non solo per come la racconti, ma perchè lascia intravedere che in mezzo ai dubbi, alle paure, ai difetti degli esseri umani a volte c'è ancora chi prova ed esprime l'amore vero,quello volto al bene dell'altra persona più che al proprio. Sembra quasi incredibile di questi tempi, e sono davvero felice per voi. Anche se proabilmente non sarà sempre facile. state creando qualcosa di meraviglioso. Vi abbraccio fortissimo, tutti quanti!

Jackie ha detto...

lacrimoni .

jackie

Donna con Fuso ha detto...

che turbine di emozioni
è davvero una favola
sono sicura che little D amerà farsela raccontare!!

Fabrizia ha detto...

ho i brividi, le lacrime e il cuore gonfio...

manulea ha detto...

Col groppetto in gola e gli occhi lucidi vi dico che è una bellissima storia e sono felice di leggerla così, a puntate... sarete e siete già due genitori splendidi, little D non porà che essere orgoglioso e felice di avere dei genitori, in questo caso quattro, che si sono "scelti" a vicenda e gli hanno dato così tanto amore. Per intraprendere questo percorso e capire anche che accanto alla vostra felicità c'è anche la tristezza di chi, dall'altra parte, deve "rinunciare" ad un figlio ci vuole amore, e sensibilità... anche per raccontarlo così bene. Sembra di essere stati accanto a voi.

Ilaria Pedra ha detto...

tears

Mel. ha detto...

bello, emozionante, infinitamente dolce

Anonimo ha detto...

lacrimoni anche io!
valescrive

Anonimo ha detto...

VOGLIAMO IL CONTINUOOOO!!!!!!! (anche se già conosciamo il finale ;) )
stefy

Clara V ha detto...

Questo post è bellissimo, non trovo altre parole...

Gaia Marfurt ha detto...

Bellissimo! Doloroso ma positivo, siamo entrati tutti in empatia con le emozioni vostre e della famiglia di origine di little D!
Un salutone dai freddi monti bellunesi.

Marica ha detto...

grazie a tutte per i vostri commenti e per la partecipazione emotiva... aiuta tanto, e in fondo siete tutte un po' ziette di Little D. :-)

Laura ha detto...

Accidenti mi sono accorta ora del nuovo post!! è davvero-davvero-davvero emozionante tutto questo.. cuoriciniiiiiiiiii!!!!!! e un bacino a D.

Speranza ha detto...

Mi era sfuggito il post! GRRR. Leggo e piango. Piango e leggo.
Quante emozioni!
Ancora auguri di buona vita a voi tre e anche alla sua famiglia naturale!
Ancora grazie per condividere tutto ciò con noi.

Moky ha detto...

So, it was November 30th? Just to be sure...
Tutte le storie di adozione sono commoventi. Per chi "dona" e per chi "riceve"... La generosita' e l'amore senza limiti da entrambe le parti!!

alessia ha detto...

Un racconto che rende bene lo sconvolgimento emotivo di quei lunghissimi momenti...
Poi la scelta difficile, i sensi di colpa, i dubbi se fosse giusto..
Alla fine tutto si è risolto e ora potete finalmente gioire di tutti questi incontri miracolosi.
Piccolo bacio a little D :-)

sfollicolatamente ha detto...

ooh anch'io vedo solo ora il tuo post! Mamma che emozione, tutte le volte che ti leggo mi sembra tutto cosi avventuroso, e' proprio una storia speciale la vostra <3

Anonimo ha detto...

Un giorno ho letto ( e commentato) un tuo post nel quale si parlava del ruolo dei genitori...che cosa significa essere genitori...espresso gia' dal significato del termine stesso...
Ci sono persone che nascono per essere genitori,e porbabilmente ci sono anche persone che lo diventano ma non ne' hanno minimamente l'istinto(in quest'ultimo punto non mi riferisco ai gneitori naturali del bimbo, ovviamente!).
Se mi permetti, vorrei condividere il mio pensiero in relazione a questo post ed al divenire genitore.
In questa frase: "sebbene doloroso (e questo e' veramente difficile da spiegare), siamo andati avanti, consapevoli di agire per il tuo bene (da allora, per sempre)" hai espresso perfettamente e c'e' tutto il senso dell'essere genitore...perche' i figli non si fanno per una questione egoistica...i figli si fanno per permettergli di vivere l'esperienza della vita "agendo per il loro bene".
Congratulations!:)
Un abbraccio virtuale pieno di felicita' per voi tre, ed un abbraccio pieno di calore e conforto per i suoi genitori e nonni!
<3

Pollon

Marica ha detto...

laura: :-)

speranza: grazie a voi di esserci!

moky: vero!!!
[si, november 30th]

alessia: :-)

sfolli: ehehe, pure tu ora sei bella impegnata!

pollon: oh grazie... mi hai fatto commuovere!!

missSunshine ha detto...

marica leggo solo ora... che meraviglia! ho sentito tutta la vostra emozione e i vostri sentimenti contrastanti...sono partita con voi...e ho un magone di gioia!

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Cara Marica...

Leggo a distanza di mesi questo post. Il vostro amore sta prendendo forma, spessore, quotidianità, forza. Ecco essere genitori è davvero un compito arduo, molto impegnativo...State donando la vostra vita e questo è quello che conta.

Mi è rimasto nel cuore il messaggio sul cellulare...chissà che emozione che trepidazione....hai detto tu bene panico...ci sono momenti che sono scintille come degli incroci che restano per sempre indimenticabili, indelebili...

Emanuele Claudia e Damiano