martedì 20 settembre 2011

1.25 Intanto in Italia

Nel corso di questi mesi mi e' capitato piu' volte di sentire storie o di leggere notizie riguardo l'adozione in Italia... e che dire, non ci sono parole...
Soprattutto ora che sono tornata da un viaggio in Italia e che ho avuto modo di confrontarmi direttamente con chi sta facendo il mio stesso percorso, mi rendo conto della grande differenza che c'e' tra questi due paesi.
In Italia la parte burocratica va avanti per anni, mentre noi l'abbbiamo risolta in pochi mesi... e quasi mi sento in colpa :-/.
Il tipo di adozione e' diverso, e capisco che per molti (prob per tutti) questa adozione americana deve sembrare cosi' strana (anche per noi lo e' stato, all'inizio), ma piu' ci sono dentro e piu' mi sembra che sia la cosa migliore, per tutti, in primis per il bambino.

Avevo salvato questo articolo, che mi aveva inviato Clara tempo fa, in cui si parla delle "madri segrete" che, con un parto anonimo, lasciano i bambini in ospedale. Lo so che la maggior parte di voi pensa "ma come si fa ad abbandondare un bambino"?, lo so perche' e' stato scritto qui e mi e' stato chiesto a voce, e la risposta (che sicuramente ho scritto qui) e' che queste donne non lo fanno certo a cuor leggero... lo fanno perche' sanno che non possono crescere un figlio.
La differenza e' che in Italia questi bambini vengono lasciati in ospedale, e le madri non ne sapranno piu' nulla ["L'abbandono è sempre vissuto come una violenza, come un'ingiustizia, credo che molte portino dentro di sé per tutta la vita il fantasma di quel figlio"], qui in America invece le bio-madri possono sapere che il bambino sta bene, cresce, fa questo e fa quest'altro. E i bambini non hanno lo shock della scoperta o la faticosa ricerca dei genitori biologici (con tutte le aspettative del caso che possono crearsi), perche' semplicemente gia' sanno tutto... ma di questo ho gia' parlato :-)

Quello che piu' mi scoccia, quello che mi fa rabbia, davvero, e' che nel mondo ci sono cosi' tanti bambini che hanno bisogno di una famiglia, di affetto, di cibo, di beni materiali, di un'educazione... e che adottare debba essere cosi' complicato e burocraticamente infinito... e' veramente un non-sense!
[Per non parlare del fatto che i single o gli omosessuali non possano adottare...]

Io sono fermamente convinta che si ha paura di quello che non si conosce.
Per questo ho deciso di aprire questo blog, nel marzo del 2011, quando abbiamo ricevuto l'approvazione per l'adozione (esattamente 4 mesi dopo il primo incontro con l'agenzia). Ho deciso di raccontare il nostro percorso, non solo per me e per la nostra famiglia, ma anche per far conoscere a chi vive in Italia come si svolge l'adozione qui negli USA: esattamente come si vede nei film, e funziona!
Non ho certo la pretesa di cambiare la legislatura in materia :-), ma se ho fatto nascere qualche riflessione in piu' in chi legge queste righe, posso ritenermi contenta ;-).

Dicevo: a Marzo abbiamo ricevuto l'approvazione, quindi da Marzo siamo ufficialmente "paper pregnant", o come dire... in attesa :-) L'unica incognita e' che non sappiamo quanto questa attesa durera'.
In questi sei mesi in molti mi hanno chiesto "come sta andando con l'adozione?" e la risposta e' sempre stata "aspettiamo", infatti dopo la prima parte in cui siamo stati attivi, questa seconda parte e' piu' passiva... questo non vuol dire che non sia successo niente, anzi :-P
Nei posts a seguire raccontero' della seconda fase, la Gestation :-)