mercoledì 15 giugno 2011

1.18 Cosa ne pensano gli altri (parte II)

Per le vacanze di Natale (dicembre 2010) siamo tornati in Italia.
Siamo partiti da qui tutti contenti di dare la bella notizia a parenti e amici e, una volta in Italia, non vedevamo l'ora di ripartire.

Non voglio stare qui a criticare persone o cose che sono state dette...
Brevemente le cose sono andate cosi':
- le mie amiche, sia quelle che sapevano quello che avevamo attraversato sia quelle che non lo sapevano, sono state tutte contente per noi e per la nostra scelta, mi hanno dato sostegno ed energia positiva!
- i miei genitori l'hanno presa malissimo, mi hanno detto che questo bambino "non lo riconosceranno" perche' non e' "sangue del loro sangue" (e non sto qui a riportare i discorsi razzisti che ho dovuto sentire).
- il resto della mia famiglia non ha saputo nulla (e ad oggi non sa nulla), dato che la notizia non e' riuscita a superare la barriera dei miei genitori;
- la famiglia del marito... e' stata sicuramente piu' aperta della mia (beh, bastava poco), capisco che non e' una cosa facile da "accettare" per alcune persone, ma io sinceramente mi aspettavo un po' piu' di entusiasmo... per fortuna ho avuto l'appoggio della suocera e della zia.
- gli amici del marito non mi hanno entusiasmata con le loro reazioni.

Che dire... la nostra notizia e' stata accolta cosi', ci sono state altre parole ed atteggiamenti che mi hanno fatto male... ho capito che il nostro bambino non sara' mai amato come il nipotino "gia' in essere".
E con queste parole e con questi pensieri ce ne siamo tornati in America.

Ho pensato che saremo noi due a dare a questo bambino tutto l'amore di cui ha bisogno, suppliremo con il nostro amore anche quello che dovrebbe venire dagli altri (tanto abbiamo le scorte accumulate negli anni) e poi se qualcuno ci ripensa e decidera' di amarlo ben venga.

Non aggiungo altro perche' potrei dire cose che non voglio dire.

[nel prossimo post: il bio-bambino, paure e pensieri]

lunedì 13 giugno 2011

1.17 Aspetti legali

Sfogliando il materiale che ci aveva dato l'agenzia avevo trovato la parte relativa agli aspetti legali e leggendola mi ero un po' preoccupata.
Mesi e mesi prima mi ero informata e, in base a quanto riportato sul sito del Department of State degli USA, ero giunta alla conclusione che potevamo adottare purche' il bambino fosse gia' di per se' cittadino americano.
Qui la pagina ufficiale.
L'agenzia consigliava pero' di mettersi in contatto con un avvocato per avere una consulenza legale, nel momento in cui si sarebbe giunti al match con la Juno.
La cosa quindi non ci riguardava nell'immediato, ma visto che ci stavamo avviando verso una strada nuova (sia per noi, sia per l'agenzia, non solita lavorare con persone non americane) avevamo deciso di contattare un avvocato a priori, per confermare la nostra idoneita' all'adozione dal punto di vista legale.

E cosi' mi sono messa a cercare avvocati specializzati in adozione qui a San Diego, il marito ha fatto un paio di telefonate, ma la nostra situazione risultava a tutti insolita... Intanto il tempo passava e io iniziavo a preoccuparmi.
Alla fine abbiamo chiamato un avvocato di Los Angeles, uno di quelli con cui l'agenzia era solita lavorare. E' stato gentilissimo al telefono e in pochi minuti ci ha detto di stare tranquilli, che con la green card possiamo legalmente adottare.. ed ha anche aggiunto che c'e' tanta gente che riesce ad adottare anche in modo illegale, quindi di non preoccuparci assolutamente di nulla. E non si e' fatto nemmeno pagare.

Da quella telefonata ci siamo tranquillizzati... e ora le cose devono andare bene, altrimenti nel caso di "sorpresa finale" quell'avvocato se la dovra' vedere con me! E io so essere cattiva :-)

PS anche la parte strettamente legale mi pare che qui sia molto piu' veloce e sbrigativa rispetto all'italia.

[nel prossimo post: come hanno reagito gli altri alla notizia]

lunedì 6 giugno 2011

1.16 la "dear birthmother letter" (parte uno)

Il terzo fronte su cui procedere per ottenere l'approvazione, oltre al paperwork e all'homestudy, e' la preparazione della brochure, chiamata anche birthmother letter (come accennato qui).

A cosa serve e come funziona la brochure.
Dato che l'open adoption prevede che le Juno scelgano la famiglia nella quale vogliono far crescere il figlio, si presuppone che le famiglie si "presentino" alle Juno, cio' avviene appunto tramite la brochure, che e' chiamata birthmother letter perche' in origine erano proprio delle lettere che iniziavano con "Dear Birthmother, siamo Tizio e Caia, con questa lettera ci presentiamo bla bla bla..."
L'agenzia raccoglie le brochure di tutte le famiglie candidate (sia in formato cartaceo che in un apposito sitoweb) e ne consegna un tot alla Juno di turno in base a quelle che sono le sue preferenze ed in base alla compatibilita' con i criteri delle famiglie disponibili. La Juno riceve cosi' mettiamo 10 brochures, se le sfoglia, ne scarta qualcuna, alla fine riduce la scelta a 2 o 3... ma ci sono anche casi in cui sceglie direttamente la famiglia giusta, perche' a volte scatta "quel certo non so che".
E' importante quindi cercare di "esporre il meglio di se'" in questa brochure, esaltare la propria unicita', le proprie caratteristiche, ma mai mentire... cercare di "spiccare" tra gli altri, illustrare quella che sara' la vita del bambino nella propria famiglia; come ci hanno detto presso l'agenzia bisogna "fare marketing" su se stessi.

La nostra brochure - il testo.
All'inizio fare la brochure e' spiazzante... sembra semplicemente ridicolo doversi "pubblicizzare" agli occhi di queste donne, a tratti sembra anche umiliante... Ma devo riconoscere che siamo riusciti ad entrare subito nello spirito giusto, che e': "se vuoi un bambino fai di tutto per ottenerlo, anche pubblicizzarsi se e' necessario"... e lo e'! Quindi in un weekend di dicembre siamo andati con il nostro portatile dallo starbucks e ci siamo messi giu' a scrivere, praticamente per tutto il giorno non abbiamo fatto altro!
L'agenzia ci ha fornito delle linee guida da seguire (a tratti anche molto rigorose), sia per il testo sia per le foto sia per l'impaginazione. Riguardo il testo gli argomenti da esporre sono stati: noi (chi siamo), lui visto da lei, lei vista da lui, lavoro e interessi, l'ambiente dove viviamo, le nostre famiglie. E non e' stato cosi' facile, soprattutto pensando che potremmo essere scartati o scelti in base a quello che avremmo scritto.
Dopo la prima revisione abbiamo mandato il testo a Guglielmina (la nostra consulente) e lei ce lo ha rimandato dopo pochi giorni con note e correzioni, e noi abbiamo corretto il tutto e rimandato... e poco alla volta il testo ha preso la sua forma definitiva! Devo ammettere che ho avuto non poche difficolta' a scrivere "Michele visto da Marica", visto che quella parte era completamente a mio carico... ma alla fine ho trovato le frasi chiave, cioe' che lui e' quello che riesce a farmi sorridere sempre, anche quando sono triste o incavolata, e che gia' me lo vedo a far volare l'aquilone con il nostro bambino :-P

La nostra brochure - le foto.
Anche per le foto abbiamo dovuto seguire le linee guida.
Come prima cosa abbiamo dovuto selezionare una cinquantina di foto (tra vecchie foto fatte nel corso degli anni e nuove foto fatte per l'occasione) in cui eravamo immortalati nelle nostre attivita' quotidiane o in viaggio o con la famiglia o in interazione con dei bambini (ed alcune foto le abbiamo fatte appositamente durante le vacanze di natale). Di queste foto Guglielmina ne ha poi selezionate una quindicina per la brochure, ed altre quindici addizionali per il sito web.
La cosa piu' difficile e' stata realizzare la main picture, cioe' la foto principale per la prima pagina della brochure, la copertina insomma! Dovevamo sorridere, ma non troppo; dovevamo far vedere i denti; dovevamo mostrare affiatamento; i colori dei nostri vestiti dovevano essere compatibili; lo sfondo non doveva distrarre ecc ecc.
E' stato veramente faticoso! Abbiamo chiamato in aiuto la mia tutor di inglese (che e' anche aspirante fotografa) e ci siamo dedicati un intero pomeriggio a far foto, cambiando sfondi e vestiti e sorriso... di un centinaio di foto ne abbiamo selezionate nove, e tra queste nove, consultandoci con Guglielmina, abbiamo scelto LA foto finale, quella perfetta.

E con questo siamo arrivati ai primi di gennaio... ma la conclusione della preparazione della brochure e del sito web ve la racconto piu' in la', che questo post e' gia' diventato abbastanza lungo :-)

[nel prossimo post: l'avvocato]