giovedì 17 novembre 2011

2.10 - Frank e Robert

Con la narrazione della nostra storia siamo arrivati ai primi di agosto, ma a questo punto mi sembra doveroso fare una pausa per raccontare la storia di Frank e Robert.

Li abbiamo incontrati per la prima volta in uno dei meetings primaverili, probabilmente era marzo o aprile, pensavamo fossero nuovi dato che non li avevamo mai visti, ma raccontarono di essere in attesa da circa un anno e mezzo. Fin da subito mi hanno ispirato simpatia, perche' Robert e' francese (e tra europei in america c'e' sempre un po' di affinita'), e come me fa sempre parlare il marito :-)
Nel meeting di giugno raccontarono di avere finalmente avuto un contatto con una birthmother, uno scambio di emails, e li avevo visti speranzosi.
A luglio ci raccontarono che pero' le cose non erano andate, e non erano arrivati al match... nel frattempo avevano anche fatto un corso per genitori, di quelli impegnativi ed intensi, che parlano dei primi cinque anni di vita dei bambini. Frank era solare e ottimista come al solito, Robert sempre invece un po' in disparte e giu' di tono :-(

Ad agosto e a settembre ho saltato i meetings per diversi motivi; al meeting di ottobre loro non c'erano, ma alla fine del meeting Celestina chiese a Guglielmina se c'erano novita' riguardo Frank e Robert, e Guglielmina ci disse "sono stati matchati!". A sentire questa notizia, siamo stati tutti felici, ma dico proprio tutti! Perche' Frank e Robert erano quelli in attesa da piu' tempo, e inoltre sono due persone che ispirano davvero fiducia e simpatia :-)

Il meeting di novembre c'e' stato martedi' della settimana scorsa, ed anche questa volta loro non c'erano. Alla fine del meeting una coppia ha chiesto notizie a Guglielmina, e la risposta e' stata "no, non e' andata".
"Ma per quanto tempo sono stati nel match?"
"Due mesi e mezzo..."
"E poi cosa e' successo?"
"La birthmother ha deciso di tenere la figlia".
"Ma l'ha deciso prima o dopo del parto?"
"Dopo il parto..."
"E loro hanno avuto modo di vedere la bambina?"
"si...".

Questa notizia (insieme ad un'altra cosa che e' successa il giorno dopo) mi ha proprio buttato giu'. Perche' aspettare cosi' a lungo e' brutto... perche' vedere quella che potrebbe essere tua figlia e poi non averla e' straziante.. e le due cose insieme ... beh, sono troppe.... la peggior cosa che possa esserci (soprattutto dopo un match cosi' lungo).
Allora ho scritto loro una email, non sapevo esattamente cosa scrivere, perche' per certe cose non ci sono parole, ho solo cercato di dare un po' di conforto... ho detto loro che se anche la nostra attesa e' per ora piu' corta della loro (8 mesi contro 20 mesi), in realta' stiamo aspettando per un bambino da cosi' tanto tempo che posso capire quanto sia frustrante questa attesa infinita, quando gli altri ci riescono e noi no, ma che non posso nemmeno immaginare quanto sia stato doloroso arrivare a vedere un bambino come e' successo a loro. Ho scritto loro che ho fiducia che questa strada tortuosa deve portarci da qualche parte, che dobbiamo ritenerci fortunati di poter condividere ogni giorno della nostra vita con la persona che amiamo... e che spero arrivera' per loro (e per noi) la realizzazione dei nostri sogni. Ho augurato loro di ritrovare presto il sorriso.

E Robert mi ha risposto.
E ho appreso dalle sue parole che quello che era successo in realta' era peggiore di quello che avevo immaginato.. e soprattutto sono rimasta colpita dai suoi sentimenti... Questo e' un estratto dalla sua email:

"It is a difficult time for us. We loved our daughter before she was even born - being there for the delivery, cutting the cord, and having her at our home for a week created a deep connection. We are dealing with a deep sense of loss.
We are not upset at V., our birthmother, but just sad to think about O., our daughter, and worried that she will never have the life she deserves. "

E ogni volta che rileggo queste parole e' difficile trattenere le lacrime.
Aspettare cosi' a lungo, avere un match cosi' lungo, e.. avere a casa la bambina per una settimana.
Questa storia e' molto triste, ma mi ha ricordato una cosa importante, cioe' che le birthmother hanno quei 10 giorni di tempo per firmare e consegnare i documenti, e che il 4% ci ripensa... che in quei 10 giorni bisogna "cercare" di non legarsi troppo... che quei 10 giorni sono lunghissimi... sono giorni in cui sembra di toccare il paradiso, ma in realta' bisogna restare con i piedi per terra.
Sara' difficile, sara' difficilissimo, ma quando anche per noi arrivera' quel momento dovro' ricordarmi tutti i giorni la storia di Frank e Robert, dovro' cercare di proteggermi... perche' se dovesse succedere anche a noi la stessa cosa, non so proprio immaginare come ne verrei fuori.

[nel prossimo post: the call... #4]

15 commenti:

destinazioneestero ha detto...

Caspita, ho letto tutto il post trattenendo il respiro. E' stato veramente terribile per Frank e Robert, non ho altro termine per esprimermi. Comunque è bello condividere le esperienze, in questo modo si impara molto, si è più preparati.
E' anche vero che i rischi ci sono non solo nelle adozioni, ma anche nelle gravidanze. Quante volte succede che non vadano a buon fine, quante volte una mamma dopo aver portato in grembo il proprio figlio per alcuni mesi lo perde?

Laura ha detto...

Da brivido :(

Mel. ha detto...

adottare e' anche il mio sogno, ma non credo potrei sopportare qualcosa del genere...e' sul serio troppo triste! mi spiace molto per loro :(

giulia (sb) ha detto...

:( che storia triste :(
Spero che trovino presto un altro match, da come li hai descritti sembrano davvero due persone con tanto amore da dare al loro futuro bimbo.

Sono curiosa di leggere della call #4! ..stai scrivendo un vero e proprio romanzo d'appendice :)

Marica ha detto...

destinazioneestero: e' vero :-(

laura: :-(

mel: no!!! e' vero che qui e' un'altalena continua di emozioni, pero' preferisco il metodo americano a quello italiano... cmq anche in america si puo' fare l'adozione internazionale, chiusa, come si fa in italia (ma non so dirti nulla della burocrazia e della tempistica al riguardo)

giulia: :-( anche io tengo le dita incrociate per loro...

Lucy van Pelt ha detto...

"cutting the cord and having her at our home for a week created a deep connection". Non ci sono altre parole che crudele. Doloroso. Mi dispiace tanto, tanto, tanto.

Mel. ha detto...

io ho letto qualcosina su quella chiusa, ma (se non sbaglio) ci vuole la nazionalita' americana per accedervi...beh, a Dio piacendo, fra qualche anno io e il maritozzo potremo riparlarne :)

Marica ha detto...

Lucy: :-(

Mel: e' vero.. per l'adozione chiusa internazionale ci vuole la cittadinanza (di almeno uno dei due)... magari se cerchi bene pero' potresti trovare il modo di fare quella domestica chiusa, soprattutto tramite avvocato :-)

Gaia ha detto...

Marica, questo post é molto doloroso e non ho parole intelligenti per commentarlo. Mando un pensiero fortissimo ai vostri amici, e anche a voi due.

Clara V ha detto...

Che dolore, mamma mia. È un lutto vero e proprio. Spero che presto possano avere un'altra opportunità.

Marica ha detto...

gaia: :-(

clara: :-( gia'...

Donna con Fuso ha detto...

:(

Donna con Fuso ha detto...

Non aggiorn ne qui ne di là, spero che stia accadendo qualcosa di bello!

Donna con Fuso ha detto...

non sia mai che 13 possa portare sfortuna, aggiungo anche il 14º commento!
in bocca al lupo

Marica ha detto...

Donna con fuso: macche'... solo impegnata a "non pensarci" :-)
Grazie per il pensiero... arrivera' presto il prossimo post!