mercoledì 5 ottobre 2011

2.1 - Nella stessa barca....

Una volta iniziata l'attesa, non avendo piu' nulla da preparare, ci siamo attivati per incontrare altre persone nella nostra stessa situazione e confrontarci con loro, ascoltare le loro storie, farci un'idea piu' chiara.

E cosi' un giorno di meta' marzo (sto indietrissimo con il racconto!!) siamo usciti a pranzo con i Peterparents, cioe' i genitori di Peter, e il piccolo Peter (di cui avevo parlato nel post 1.13).
La prima cosa che mi ha colpito (e che non c'entra nulla con l'adozione) e' che questi genitori americani quando vanno in giro con i bambini piccoli si portano dietro veramente pochissime cose, non come i genitori italiani.. tipo questi sono arrivati con il bambino (di 17 mesi) in braccio e uno zainetto, stop.
Abbiamo parlato un po' di tutto, ma soprattutto dell'adozione. Nel loro caso avevano svolto tutto tramite avvocato e il processo si era completato in tre mesi; i birthparents (molto giovani) non avevano detto nulla ai rispettivi genitori, quindi volevano poco contatto, di fatto si erano incontrati solo una volta (a parte scambi di email e di fotografie). Come temevo, mi hanno confermato che la parte piu' difficile della loro esperienza e' stata quella in ospedale...

Piu' o meno nello stesso periodo siamo usciti per cena anche con la coppia Stallones (citata nello stesso post). Loro erano in attesa dai primi di dicembre, noi da pochi giorni, e ci siamo fatti un po' raccontare la loro esperienza di questa fase di attesa... dove il trucco e' cercare di non pensarci (fosse facile) e andare avanti con le proprie cose, quando poi arriva, arriva :-).
Con loro ci siamo trovati proprio bene. Lui ha entrambi i genitori italiani (e infatti ha sia il nome che il cognome italiani), ma parla solo inglese... pero' ci ha raccontato tutte le cose che fa sua mamma, e sono le stesse che fanno le nostre mamme :-) Lei invece americana al 100%, un po' timida e riservata (come me); lui sportivo ed estroverso, come mio marito.
Ci sarebbe piaciuto rivederli, ma ho imparato a mie spese che gli americani in superficie sono molto cordiali e gentili, pero' appena si vuole approfondire il rapporto tendono a tirarsi indietro...
[nei mesi successivi abbiamo lanciato altri inviti, ma c'erano sempre altri impegni di mezzo per cui non siamo piu' riusciti a fare un'uscita, ci siamo visti solo agli incontri di supporto.. e a settembre, dopo esattamente nove mesi, hanno adottato!!!]

Dopodiche' ci siamo piegati anche noi al modello americano (chi fa da se' fa per tre) e non siamo usciti con nessun altro... ci siamo fatti bastare gli incontri mensili come momento di confronto :-)

[nel prossimo post: raggiungere la tranquillita']

2 commenti:

Cri ha detto...

deve essere difficilissimo non pensarci! ma puo' succedere che vi chiamino per un bambino gia' nato o sara' sempre durante la gravidanza?

Marica ha detto...

cri: puo' succedere, si... di solito per i bambini gia' nati, o meglio appena nati, c'e' una lista a parte, a cui si accede dopo un anno di attesa, la chiamano "last minute waiting list" (cmq si puo' scegliere se accedervi o meno)