giovedì 11 agosto 2011

1.22 - Il gruppo di supporto e la post-adoption depression

Da gennaio abbiamo iniziato a frequentare il gruppo di supporto, anche se non eravamo ancora stati approvati, quindi non eravamo ancora ufficialmente parte dei "prospective adoptive parents".
Il gruppo di supporto si riunisce il secondo martedi' di ogni mese, nella nostra citta' ci si vede in una casa privata (che abbiamo scoperto essere la casa di famiglia di Guglielmina), dato che non c'e' una sede locale dell'agenzia... ma sempre meglio di dover guidare fino a Los Angeles.
Ogni mese c'e' un tema da affrontare (che viene comunicato in anticipo), ma prima di parlare del tema si fanno le presentazioni... e questa e' forse la parte piu' interessante, dato che tutti i presenti parlano della loro situazione (se sono in attesa e da quando tempo e se hanno avuto contatti, o se hanno adottato come e' andata, quali sono i rapporti con le birthmothers ecc). Quando ci sono le famiglie che hanno appena adottato e' veramente bello sentire le loro storie, di come tutta l'attesa si sia poi annullata nel momento in cui hanno ricevuto in braccio il proprio figlio :-) E poi e' bello vedere questi bambini, cosi' piccoli... ma andiamo con ordine!

Il gruppo di supporto serve sia a dare supporto alle famiglie in attesa, sia a "controllare" che le cose stiano andando bene per le famiglie che hanno appena adottato, le quali sono tenute a farsi vedere una volta al mese per sei mesi per poter finalizzare l'adozione. Chi ha adottato quindi deve partecipare, mentre chi e' in attesa non ha nessun obbligo... e per questo il numero di persone presenti e' molto variabile: ci sono state volte in cui eravamo solo noi e un'altra coppia, come altre volte in cui eravamo otto coppie piu' bambini.
Tra i frequentatori piu' fedeli, oltre a noi, ci sono:
- le lesbiche: hanno piu' di 40 anni e dal poco che ho capito almeno una delle due ha avuto "un'altra vita" prima... non so perche' ma mi sembrano mancare di entusiasmo, sono in attesa da novembre;
- quelli che hanno gia' adottato: coppia etero che ha gia' adottato un bambino di colore 4 anni fa ed ora e' in attesa del secondo;
- gli Stallones: li avevamo conosciuti al party di dicembre, anche se poi in realta' e' solo la moglie quella che si fa vedere agli incontri, in attesa da dicembre;
- quelli del fertility center: dopo l'incontro di gennaio ci vengono incontro e ci salutano calorosamente, dicendoci che ci avevano visto nella sala d'attesa del fertility center nei mesi precedenti... ma io non mi ricordavo assolutamente di loro! Dopo aver ottenuto il primo figlio con la in vitro e dopo averci riprovato l'estate scorsa (quando ci siamo incrociati), ora stanno andando per l'adozione; anche loro in attesa da novembre;
- i gay: uno americano, l'altro francese... in attesa da un anno e mezzo, sob.
[Ci hanno detto che in realta' le coppie in attesa sono molte di piu', ma poche si fanno vedere a questi incontri.]

Per quanto riguarda invece le adozioni in corso di finalizzazione, da gennaio abbiamo visto spesso il piccolo Jacob, adottato a dicembre... ed e' bello vederlo ogni mese, vedere quanto cresce e come si evolve nel giro di sole 4 settimane!

Dopo il giro di presentazioni, Guglielmina ci introduce il tema del mese: ci distribuisce un po' di materiale, ci fa leggere, ci fa domande, ci fa esporre le nostre esperienze e risponde alle nostre domande. Il tema del mese a volte e' interessante altre volte no... per esempio tra gennaio e febbraio abbiamo parlato della transracial adoption (di cui ho gia' parlato) e del networking (di cui parlero').
In uno dei quei due incontri pero' e' venuto fuori il tema della post-adoption depression syndrome (PADS), che mi ha colpito particolarmente. La tipa di "quelli che hanno gia' adottato" ci disse che prima di adottare uno fa tremila pensieri del tipo "ma non e' giusto che gli altri hanno figli e io no", oppure "non vedo l'ora di adottare", oppure "ma perche' non mi scelgono, noi qui siamo i meglio genitori" ecc, insomma tutto un anelare a questo bambino... poi pero' arriva il giorno (ed arriva piu' o meno all'improvviso) in cui ti mettono finalmente un bambino in braccio e ti dicono "e' tuo figlio", e questo bambino ti assorbe completamente, e piange, e non si sa cosa vuole...e tu si sei contenta, ma spesso arriva la depressione post-adozione, quando non sai che pesci prendere, quando la tua vita ti si stravolge da un giorno all'altro, quando e' si tuo figlio ma fai ancora fatica a realizzarlo/accettarlo, quando all'improvviso non dormi piu', quando non ti senti all'altezza e pensi "ma forse se non potevo avere un figlio e' perche' non me lo meritavo...".
[piu' la difficolta' psicologica che a volte si puo' creare nell'accettare un bambino che e' venuto cosi' facilmente a chi in quel momento non poteva/voleva]
A questa depressione post-adozione io non ci avevo mai pensato.

Il mese scorso ho trovato anche un articolo su una rivista a cui mi sono abbonata (in tema di adozione) che parla proprio della PADS, e dice che mediamente "colpisce" (?) il 65% delle persone e che i suoi effetti durano fino a sei mesi. Dice che bisogna cercare di uscire di casa (anche se non si ha voglia), ritagliarsi del tempo per se stesse, cercare qualcuno disposto a tenere il bambino per qualche ora oppure disposto ad aiutare un po' a casa, frequentare altri genitori adottivi e, se necessario, cercare anche un aiuto professionale, il tutto a testa alta.

Staremo a vedere come andra' da queste parti... intanto sono informata!

[nel prossimo post: the kid (il libro)! :-) ]

23 commenti:

Gaia ha detto...

Beh effettivamente suona "plausibile". Dev'essere una bella botta emotiva, anche se si pensa di essere preparatissimi...
Mi hai fatto venire in mente due domande: a un certo punto dici che arriva all'improvviso. Ma quindi vuol dire che di solito le birthmother scelgono alla fine della gravidanza, o che comunque i genitori adottivi non sono a conoscenza della tempistica? Io me la sono sempre immaginata come una cosa che si segue da abbastanza presto.
Un'altra domanda, che forse è sciocca o forse no: chi sceglie il nome del bambino? La BM ha qualche v oca in capitolo in questo tipo di scelte o no?
Ciao cara Marica, un abbraccio!

Marica ha detto...

Mi piacciono le domande! :-)
Allora, per la tempistica di solito si fa il match tra genitori adottivi e birthmother verso il sesto-settimo mese di gravidanza, ma non e' la regola... in alcuni casi la birthmother e' all'ottavo o al nono mese quando si decide, altre volte decidono dopo il parto e si ha la chiamata dall'ospedale, quindi la cosa puo' essere piu' o meno improvvisa.
Inoltre, per quanto uno possa aspettare un bambino da anni, non e' mai come quando ce l'hai dentro la pancia e ti scalcia e si muove ecc... e' qualcosa che in concreto non c'e' e si materializza all'improvviso! :-)

Per la scelta del nome del bambino: la birthmother a volte sceglie un nome, che viene registrato sul certificato di nascita originale, altre volte non ne vuole avere niente a che fare... i genitori adottivi scelgono il nome "ufficiale" quello che sara' riportato sul certificato di nascita modificato e che il bambino avra' effettivamente. A quanto ho capito, e' consuetudine che il nome scelto dalla birthmother venga mantenuto come middle name, ma non e' la regola.. dipende molto dal rapporto che si crea tra le varie persone :-)

Anonimo ha detto...

e io che credevo esistesse solo la depressione post-parto!!!
e' esattamente cosi' che ci si sente quando arriva un figlio, come lo hai descritto tu. E io mi sono ritrovata a pensare che forse non sono tagliata a fare la mamma!
valescrive

Anonimo ha detto...

volevo aggiungere: poi passa!!!
:)
valescrive

Gaia ha detto...

Però, io pensavo che invece "l'accoppiamento" avvenisse ai primissimi mesi.. ma probabilmente mi confondo con qualche film, o forse con le madri surrogate.. Che mondi incredibili che sono, comunque :-)
Interessante anche la questione dei nomi, non ci avevo mai pensato prima!

Anonimo ha detto...

stavo per dire quello che ha detto Valeria. Esattamente come la depressione post parto. Ma in effetti si puo dire che sei cosi' presa dal bimbo/a che non hai nemmeno la forza di essere depressa o forse e' una depressione di tutto il sistema, quella mentale e' conseguenza di quella fisica. E' un uragano che ti coglie all'improvviso. Io mi ricordo che prima di partorire non vedevo l'ora che uscisse perche' la pancia sembrava mi scoppiasse (io sono piccolina, sono alta un metro e mezzo e peso 50 chili e mia figlia e' uscita di 3 chili e mezzo, sembravo un chihuaua incinta di un alano!) poi quando e' uscita e mi sono resa conto che non si dormiva piu' e non c'era piu' tempo per respirare l'avrei voluta rimettere dentro per un po', almeno per prendere un po' d'aria. Siceramente si va avanti piu' per inerzia che per altro, credo che la notte le davo da mangiare senza nemmeno svegliarmi piu' completamente, un po' come quando spegni la sveglia e non te ne accorgi.


Dora

Marica ha detto...

valeria: meno male che poi passa... :-)

gaia: anche se la birthmother decide di dare il bimbo in adozione, solitamente non si fa l'accoppiata prima del quinto mese... pero' ci sono sempre le eccezioni :-)

dora: eh, le davi da mangiare senza nemmeno svegliarti perche' hai potuto allattare... :-)
cmq mi date forza, grazie!

Anonimo ha detto...

Dora, hai descritto esattamente quello che succede a me. Vai avanti per inerzia :) e infatti un giorno mi sono chiesta in che mese fossimo, mi sono risposta che eravano in marzo e invece eravamo in giugno. Marzo era prima della nascita di mia figlia, vorra' dire qualcosa :)

MArica, allattare al seno o col biberon di notte e' doloroso in egual misura :) Speri solo che l'istinto ti aiuti a tenere in braccio il piccolino senza farlo rotolare via per il sonno!!!

valescrive

Anonimo ha detto...

Io ho allattato col biberon perche' soffro di cefalee e prendo dei farmaci per il dolore. Ma non fa alcuna differenza, quando si sveglia e piange devi dargli da mangiare, poi mentre mangia fa la cacca (e non ne salta nemmeno una) e quindi si deve cambiare, poi si deve riaddormentare e poi ti devi riaddormentare tu, il tempo che tutto questo avvenga e si risveglia di nuovo. In altre parole non si dorme. Il sonno e' talmente tanto che mentre mangia ti addormenti, credo che mi sia capitato qualche volta di addormentarmi mentre mia figlia beveva il latte dal biberon ma i suoi urli mi hanno riportata alla realta', non mi e' rotolata via di braccio perche' le davo da mangiare nel letto. Durante il giorno ero uno zombie, mezza rimbambita per tutto il tempo. Poi ci si abitua come a tutte le cose e anche il bambino impara a dormire un pochino in piu' (quattro cinque ore per notte) e quindi ci si riesce a gestire meglio, ma i primi mesi sono duri.

Dora

Marica ha detto...

dora: e' che quando hai scritto "le davo da mangiare senza nemmeno svegliarmi piu' completamente" ho pensato automaticamente all'allattamento... non pensavo si potesse preparare il biberon senza svegliarsi ;-D, ma meglio cosi'! :-)

grazie per le vostre parole... quando sara', spero di sopravvivere anche io a questi primi mesi da incubo :-P

Anonimo ha detto...

Marica,

e a che servono i mariti allora????? :)))) Visto che non li fanno mangiare che almeno preparassero il biberon (gia' pronto nel frigo che si deve solo riscaldare, ne avevamo una fila gia' pronta) e prendessero il pupo nella culla per porgertelo! Almeno quello no? Non vorrai mica che restino a dormire beati mentre tu ti alzi ogni ora e mezza? :))))) Un pochino di collaborazione almeno per sentirsi partecipi e fargli sentire il peso della paternita'!!!!

Marica ha detto...

anonimo: certo certo, il marito sara' partecipe, ma e' anche vero che lui la mattina dopo andra' a lavoro e io no :-)

Francesca ha detto...

Sottoscrivo tutto...anche che poi passa, o comunque cambia!

Anonimo ha detto...

L'anonimo ero io Dora. Mi sono dimenticata di firmarmi.

Io ho avuto 5 settimane di maternita' e poi subito in ufficio. Di quelle 5 settimane 2 le ho passate tra dolori fortissimi di post cesareo. Secondo me, al di la' del lavoro e' importante che il papa' sia partecipe di tutte le fasi della vita del bimbo. Io praticamente glie l'ho messa in braccio da subito, gli ho messo il biberon in mano e gli ho detto: dagli da mangiare. Poi l'ho spedito a cambiare il pannolino puzzolente. Con il primo figlio non l'aveva fatto perche' la prima moglie aveva un carattere diverso dal mio. Mio marito quando e' nata Martina aveva quasi timore di toccarla, poi si e' abituato, io l'ho sempre spinto a fare il papa' full immersion e il rapporto che ha con Martina e' completamente diverso da quello che ha con il figlio maggiore. Martina lo adora! E' persino gelosa di me. Lui stravede per lei. Ora che e' fuori per lavoro lei lo chiama a telefono e se lo spupazza, quando torna se lo coccola per ore e non lo lascia un secondo da solo, lo segue ovunque e per lei e' il suo principe azzurro e il suo idolo. Hanno un rapporto da invidiare, lei ogni volta che chiama gli dice "I love you" e "come home daddy". E ha solo tre anni.
Naturalmente lui si scioglie ogni volta che la sente ed e' la cocca di papa', guai chi glie la tocca!!!

Dora

Marica ha detto...

francesca; :-)

Anonimo ha detto...

Marica, non e' per dire pero' stare TUTTO IL GIORNO con un neonato e' un LAVORO :)) Ti stanca molto piu' di un ufficio. La sera quando torna il coniuge e' cosa buona e giusta mollargli il bambino e pensare a te! Non e' questione di dare una mano, e' questione di FARE IL PADRE.
Al padre e' sempre riconosciuto il diritto allo svago, la madre invece pare destinata a murarsi viva :)

valescrive

Marica ha detto...

:-)

itsclaraagain ha detto...

Io come al solito arrivo sempre un secolo dopo, ma qui si parla di cose serie, e non ho sempre l'energia necessaria. E' più facile parlare di cazzate.
Una cosa su quello che ha detto Dora: mi sconvolge il fatto che ci siano ancora persone che escludono il padre dai primi momenti di vita dei figli, però è vero che ci sono, come quelle che quando partoriscono vanno a stare a casa dalla madre (follia! follia!) e ne conosco diverse.
Riguardo la PADS, penso sia abbastanza scontata, un cambiamento così grosso e così improvviso. E poi nei momenti difficili penso che ci sia anche la vocina "e tutti questi anni a farmi in quattro per ritrovarmi con questo alieno sconosciuto!". Il senso di inadeguatezza è un grosso nemico. So che le vostre famiglie non sono state particolarmente felici della vostra scelta, ma adesso l'hanno superata? Verrà qualcuno dall'italia a conoscere il nipotino?

Una domanda invece sulla coppia che ha un figlio biologico: ci sono più ostaoli per loro? In Italia se hai un figlio biologico è altamente improbabile che tu possa adottare.

Clara V

Marica ha detto...

clara: si, lo so, qui gli argomenti non sono propriamente allegri :-D

per la figura del padre: capisco quello che dici... e conosco chi l'ha fatto (dico andare a vivere dalla madre ecc); io non e' che voglio escludere il marito, ci mancherebbe... pero' so che la mattina si deve svegliare alle 8 per andare a lavorare e che torna la sera alle 8 dopo 11 ore di lavoro, e di un lavoro stressante... quindi si, il figlio e' di tutti e due e ognuno fara' la sua parte, ma non vorrei farlo distruggere piu' di quanto sia gia' distrutto di suo :-D

le famiglie: macche'.. nella mia famiglia l'argomento e' stato messo a tacere, mentre in quella del marito la situazione e' piu' rosea e i cognati ci hanno detto che verranno subito a trovarci, quando sara' :-)

qui hanno tutti le stesse probabilita' di adottare: coppie con figli, coppie senza figli, donne single, coppie gay ecc.. perche' ogni birthmother cerca una cosa diversa :-)
(e meno male)

Anonimo ha detto...

andare a stare dalla madre per qualche settimana ci puo' stare secondo me, anche se l'ideale e' avere un aiuto mentre si resta a casa propria.

Per quel che riguarda il padre e il lavoro, hai scritto bene Marica, sta in ufficio. Non in miniera. :)
valescrive

delicaterose ha detto...

salve, non so se è ben accetto un mio commento nel tuo blog, ma spero di si perchè è a fin di bene, allora mi chiamo Delicaterose, il mio vero nome è elena e ho spesso seguito una casa famiglia in italia facendo la volontaria, quello che vedevo era che c' era un enorme numero di bambini desiderosi di una famiglia e pochissime famiglie che il tribunale valutava come possibili adottanti,
in più l' età dei bambini cresceva e meno possibilità avevano, e per molti si aprivano le porte degli istituti,
per me che ho avuto un figlio subito è stata la situazione rovesciata di quella che vivono le famiglie che aspettano anni per adottare, e devo dire che dopo 10 anni mi sento ancora poco brava, quello che volevo dire in questo lungo commento è che dovrebbe esistere un accordo tra i paesi per poter dare una famiglia a tutti i bambini, es.....se in italia ci sono tanti bambini adottabili, ....soprattutto over 5 anni, si dovrebbero velocizzare le adozioni internazionali, e anche se un bambino perde il suo paese avere una famiglia è di sicuro più importante, a voi andrebbe di adottare anche un bambino grande o lo volete neonato ?

Marica ha detto...

ciao delicaterose e benvenuta!
certo che la cosa piu' importante per un bambino e' avere una famiglia... ma la tua "idea" e' di rendere i bambini italiani adottabili all'estero?
che io sappia ci sono molte famiglie italiane che cercano di adottare (dentro l'italia intendo), ma e' un percorso cosi' lungo e difficile... mi e' anche parso di capire che adottare un bambino italiano sia piu' difficile che adottarne uno dall'estero, il che a pensarci bene e' assurdo :-/
non credo che in italia manchino le famiglie che vogliono adottare...
anche qui in america ci sono bambini "piu' grandi" da poter adottare, che sono momentaneamente dentro questi istituti.
noi per ora abbiamo scelto l'opzione "neonato", che e' quella che piu' si avvicina ai nostri desideri... ma non escludo in futuro di adottarne un altro piu' grande.
quello che pero' e' certo e' che fin quando saremo in america, adotteremo in america... perche' e' decisamente piu' semplice (triste realta').

Anonimo ha detto...

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