martedì 26 luglio 2011

1.20 - Momenti di fragilita'

Rinunciare a quello che chiamo il bio-bambino non e' affatto semplice. Per anni si parla di "avra' i tuoi capelli" o "avra' i miei denti" e poi tutto cio' deve essere messo a tacere. Non ci si riesce da un giorno all'altro, ma per mesi ci si trascina con discorsi del tipo "ah, gia', no, non avra' ne' i miei ne' i tuoi di capelli", "ma che dici? perche'?", "ma come perche'? lo stiamo adottando!", "ah, gia'... vabe', magari allora sara' rosso con le lentiggini".
Anche se razionalmente lo si accetta, ci vuole un po' piu' di tempo prima che il cuore e i sogni facciano altrettanto. Per fortuna non basta schioccare le dita per adottare un bambino, e cosi' nell'attesa si ha tempo di prepararsi anche da questo punto di vista...
Ci sono dei momenti pero' in cui, anche se tutto sembra andare bene, all'improvviso il bio-bambino torna a fare capolino .... li chiamo momenti di fragilita'.

A dicembre, prima di partire per le vacanze di natale, eravamo andati dal dottore del fertility center per discutere dei risultati effettuati sul "materiale del raschiamento". Ci eravamo andati giusto perche' bisognava andarci, ormai eravamo proiettati nel mondo dell'adozione e avevamo tutt'altro ordine di pensieri in testa. Il dottore pero' ci disse che eravamo stati semplicemente sfortunati, che nell'embrione c'era un cromosoma in piu' (ora non ricordo quale) e ci disse che questa era una delle cause piu' frequenti di aborto spontaneo, ci disse che era successo come poteva succedere a qualsiasi altra persona, che eravamo stati semplicemente sfortunati, ci disse "la prossima volta andra' meglio".
Questa cosa, devo riconoscere, ci ha fatto vacillare in quel momento... ci siamo chiesti se stavamo facendo la cosa giusta o se invece valeva la pena riprovare di nuovo con una FIVET... non sono bei momenti quelli in cui pensi di aver imboccato la strada giusta ma poi il dubbio ti assale e ti guardi indietro cercando di capire.
Ci siamo dati un orizzonte temporale entro cui vedere come va...

A febbraio ho avuto un brutto momento.
Pensavo che certe emozioni fossero state messe a tacere, e invece all'improvviso esattamente mentre pulivo i bagni ho avuto un ricordo "improvviso, bello e andato", che mi ha tolto il fiato, una pugnalata dietro la schiena.
Il ricordo di quelle sere d'ottobre quando il marito, dopo cena, si chinava davanti a me, mi accarezzava l'addome e parlava con lui, gli diceva di aggrapparsi forte e di non abbandonarci.
Ho pianto quel giorno. Ho scritto questo post. Ho scritto una email a Nina. Ho pensato che sarebbe stata meglio non conoscerla la felicita'. Mi sono vergognata delle mie lacrime. Ma poi ho capito che quel pianto, quel momento, mi era servito per "risolvere" quella fase... mettere la parola fine... piangere il bio-bambino e dirgli addio... Qualcuno mi scrisse che le foglie secche non sono inutili, ma formano l'humus ... e l'humus mi servira' per alimentare i nuovi germogli.

Consapevole che sono una donna e che sono fragile, a volte.

[nel prossimo post: accettare le differenze]

15 commenti:

Anonimo ha detto...

I momenti di fragilità purtroppo fanno parte della nostra vita, sta a noi trovare le forze per superarli, e tu sei una donna coraggiosa, sai da cosa derivano e sai come superarli!
Per qualsiasi cosa chiama o scrivimi che usciamo :-)

romina

missSunshine ha detto...

oh marica cara...i momenti di fragilità sono sempre in agguato e quando meno ce l'aspettiamo si materializzano con tutta la loro intensità...credo sia assolutamente normale il tuo pianto, non frenarlo, tiralo fuori, perchè insieme a lui butterai fuori tutti i brutti pensieri e un pò,almeno un pò di tristezza...
forza! ti sono vicina e ti stringo!

dado ha detto...

Fidati quando avrete un bambino, perchè lo avrete di sicuro, e magari più di uno, lui potrà anche essere rosso con le lentiggini o nero con i capelli da rasta, ma troverete lo stesso le assomiglianze con voi direte lo stesso "guarda ha i tuoi occhi" "guarda ha il tuo naso" perchè per voi sarà vostro figlio, è difficile da spiegare ma ti assicuro sarà così.
Per i momenti di fragilità penso di comprenderli, ma non fino infondo, dal mio piccolo ti posso dire che sono i momenti di fragilità quelli in cui vacilli e sei piena di dubbi è proprio in quei momenti che diventi più forte e capisci realmente che cosa vuoi dalla vita. In bocca al lupo per tutto!

Gaia ha detto...

Marica,
un mio carissimo amico ha un bellissimo bimbo adottato. Ha 9 anni e viene da un altro continente, anche se dai tratti somatici non si direbbe.
Ebbene, questo bambino ha il sorriso IDENTICO a quello del padre. Ma identico davvero, credimi! Sono sicura che anche per voi sarà bellissimo scoprire i vostri tratti in vostro/a figlio/a.
Per il resto non ho parole per commentare, ma solo un fortissimo abbraccio per tutti e due..

Marica ha detto...

romina: :-) .. e poi i momenti, in fondo, sono solo momenti :-)

missSunshine: si, sono cose che servono... momenti che mi sono serviti ad andare avanti...

dado: grazie, la tua testimonianza mi fa sempre piacere :-)

dado e gaia: ma davvero si trovano poi le somiglianze? ahahah, che buffo... beh, cmq continuo a sperare che non abbia ne' i miei capelli ne' il mio sorriso (certe cose vorrei risparmiargliele) :-)

dado ha detto...

si si è vero...a me tutti dicono che si vede che sammy è mio figlio mentre jacopo di meno....peccato che sia sammy adottato e jacopo mio figlio naturale! :-)

Cri ha detto...

invece sei una donna con una grande forza! e un giorno guarderai tuo figlio/a e ti sembrera' di guardarti allo specchio, anche se magari non avra' il colore dei tuoi occhi, ma avra' la tua stessa luce, il tuo modo di parlare o il tuo modo di sorridere! ecco forse una cosa non l'avra': l'accento italiano!

sfollicolatamente ha detto...

Oh Marica, carissima....confermo quello che dicono Dado e Gaia: vedrai che non solo tu, ma anche gli altri troveranno somiglianze - questo l'ho sentito dire a tante persone.
E queste sono solo le somiglianze fisiche: pensa poi ai modi di fare, alo modo di parlare, che prendera(nno) da voi...quelli per me sono ancora piu' emozionanti <3

Marica ha detto...

dado: buffo :-)

cri: ahahah, ben venga se non avra' l'accento italiano :-D

sfollicolatamente: :-P

Ilaria Pedra ha detto...

carissima eccomi a te.
Sull'elaborazione del lutto, altrimenti chiamato vuoto procreativo in italia spaccano parecchio i cocomeri. Io ero messa benissimo le SS nulla da dire poi un tracollo che ho vissuto nel mio io, raccontando poco a mio marito, solo cenni ironici, purtroppo questo è avvenuto in vacanza, probabilmente condizionato dal fatto che, come sai, la possibilità ado un po' si sta allontanando per cui ho ricominciato ad accarezzare l'idea e a fare i conti con questa fragilità come la chiami giustamente tu. Non tanto per il figlio BIO NOSTRO coi nostri tratti, più che altro per il neonato che non avrò mai. Piccolino piccolino e la panciona, perchè di sicuro sarà almeno sui 3 anni ad andar bene. Magari anche 6 magari anche niente, e questo io non riesco ancora ad accettarlo fino in fondo. un forte abbraccio

Marica ha detto...

Oh, Ilaria... ti capisco benissimo.
si, infatti il punto del post non erano i tratti somatici (di cui poi abbiamo parlato nei commenti), ma questa mancanza (quella della gravidanza dico) che inevitabilmente ci accompagna.. e che certe volte purtroppo fa capolino, quando uno meno se lo aspetta :-(
pero' io sono ottimista per la vostra adozione, davvero... certo tutta questa attesa per sapere qualcosa e' straziante...

Pentapata ha detto...

quando arriverà il bambino te lo dimenticherai di non avere avuto la pancia, anche chi l'ha avuta se la scorda, so che la pancia ha un suo "significato" (forse ho perso l'occasione post liceale di usare la parola significante). Io ho un bambino, non è stato amore a prima vista non è stato immediato mi ci è voluto tempo quindi non ti scoraggiare questa è la tua gravidanza, stai aspettando no? quindi ora sei incinta, non con la pancia, ma con la testa come lo siamo tutte quando aspettiamo un bambino.
se si dice aspettare un motivo ci sarà!

paola ha detto...

Marica cara ti leggo tutta d'un fiato per il percorso che state facendo...io e mio marito stiamo lottando con la burocrazia Ecuadoriana perchè DOVREMMO andare la a prendere la nostra Tartarughina ma ancora da gennaio stanno facendo tira e molla per una semplice firma che PARE a loro non originale...=@_______@°=..STENDIAMO UN VELO PIETOSO e aspettiamo che rinsaviscano.....leggendo il tuo attuale post ritrovo i miei stessi sentimenti....in quest'attesa quante volte mi sono ritrovata con quella coltellata al cuore quando con la mente ritornavo alle mie tre gravidanze interrotte sopratutto alla prima quando dopo la prima icsi sono rimasta incinta....la gioia di mio marito la sua voce i suoi progetti...NON POTRO' MAI DIMENTICARMELI...come non posso dimenticare il dolore della perdita...ogni tanto improvvisamente arriva....magari faccio qualcosa di banale di orndinario e nel mentre ecco il ricordo che arriva improvviso ed il dolore che mi fa salire il pianto in gola e mi strozza perchè ricordo bene tutte le emozioni gli sguardi ed i sogni che facevamo....oggi stiamo attraversando un nuovo mondo per arrivare a nostro/a figlio/a e nonostante sia in salita e spesso faccia tirare il fiato...abbiamo ogni giorno di più la consapevolezza di quello che desideriamo davvero ESSERE UNA FAMIGLIA...unita diversa e UNICA...come è naturale che sia!!!
un abbraccio grandissimo a presto Paola

Marica ha detto...

pentapata: vero... sono ufficialmente in attesa, ma senza pancia :-P

paola: oh, grazie mille per la tua testimonianza!! :-)
spero tanto che questo cavillo della firma si risolva presto... perche' e' semplicemente assurdo!!

Marica ha detto...

ho appena letto su un libro che parla di adozione:
After all the frustration of infertility, it would be wonderful if just by adopting, one could wipe out the negative memories and experiences and the pain of infertility. It cannot work that way. An infertility experience significant enough to result in the decision to adopt has taken a physical, emotional, financial toll on us and resulted in a great deal of time gone by.
Adoption is an alternative path to parenthood, but it cannot prevent infertile people from feeling the full brunt of infertility's other losses (the loss of control the loss of personal genetic continuity, the loss of a jointly conceived child, the losses of the physical and emotional gratifications of becoming pregnant and giving birth. These losses are likely to be heard from again, often arising unexpectedly to cause twinges of discomfort, occasionally evoking powerful aftershocks.