giovedì 21 luglio 2011

1.19 Il Client Profile Form

Eccomi qui: dopo tanto tempo che ho trascurato questo blog, per i motivi piu' diversi, sono tornata! Faccio una piccola modifica alla tabella di marcia ed oggi faccio invece il post sul Client Profile Form.

Dove eravamo rimasti:
- brochure: in preparazione;
- paper work: fatto;
- intervista con la social worker e visita di casa: fatto;
- comunicare la decisione al mondo: fatto.

Restava solo un modulo da riempire e consegnare: il Client Profile Form, il modulo piu' difficile da compilare... farlo ci ha portato via diverso tempo ed energie (piu' qualche sospiro).

Prima domanda:
"I am/We are willing to raise a child of an racial/ethnic background different from my/our own", barrare la casella "yes" or "no" e siglare.
La risposta e' stata "yes", ma non e' stato cosi' semplice come puo' sembrare.
Gia' durante il weekend intensive di novembre avevano iniziato a prepararci su questo aspetto dell'adozione; in seguito ci e' stato chiesto di leggere del materiale informativo e di vedere delle interviste on-line riguardo la transracial adoption, rispondere ad un questionario a parte, fare delle riflessioni, investigare sull'etnia del nostro quartiere.
In uno di questi video si dice "credi che il razzismo non esista? se pensi cosi', sei preparato al fatto che dovrai cambiare idea?". (qui dei video).
Il concetto e' che e' vero che per noi il colore della pelle dei nostri figli non fa nessuna differenza, ma per il mondo esterno la fa... e noi dobbiamo essere pronti a difendere i nostri figli, a prepararli, a far in modo che capiscano ed apprezzino le loro differenze... dobbiamo essere pronti a parlar loro della loro etnia, a fornire modelli di riferimento, a far prendere loro consapevolezza della loro diversita' intesa come ricchezza, in modo che quando saranno da soli sapranno "difendersi" :-).

Seconda domanda:
"I am/We are open and willing to raise a child whose birthparents have one or more of the following racial/ethnic backgrounds:", segue elenco dettagliato di tutti i possibili backgrounds e possibili incroci, di cui bisogna barrare le corrispondenti caselle.
Abbiamo fatto una serie di considerazioni, in base a dove viviamo, come viviamo, dove vivremo se torneremo in italia ecc, e alla fine ci siamo dichiarati aperti alle seguenti etnie: african american, asian, caucasian, hispanic/latino, pacific islander e relativi incroci... credo che siamo stati abbastanza aperti, eppure ne abbiamo scartate tre...

Terza domanda:
"I am/We are willing to discuss an adoption involving a birthmother who acknowledges the use of one or more of
the following but reports that she stopped in the first trimester:"
, le opzioni sono: alcohol, cocaina, eroina, marijuana, metanfetamine, altro (antidolorifici o antiansiolitici ecc).
Che dire qui.... io da parte mia quando ero nella fase in cui provavo & ci speravo non prendevo nemmeno l'aspirina o lo spray per il raffreddore, quindi fare i conti con questa domanda e' stato difficile. Rispondere a questa domanda credo che abbia comportato il passaggio da "adotto perche' ho bisogno di un bambino" a "adotto perche' ho bisogno di un bambino E un bambino ha bisogno di me". Ci siamo un minimo documentati sugli effetti che le varie sostenza possono avere sul feto (utile questo sito), abbiamo scartato le cose che proprio non possiamo accettare e ci siamo dichiarati "aperti per discuterne" per gli altri casi. E ora come ora non mi ricordo nemmeno quali crocette abbiamo messo :-)

Quarta domanda:
"I am/We are willing to discuss an adoption involving a birthmother who acknowledges the ongoing use of:" seguito dallo stesso elenco... idem come sopra, ma qui siamo stati un po' piu' restrittivi.

Quinta domanda:
"We would consider adopting a child in the following age range:" e abbiamo scelto da zero giorni a sei mesi.

Sesta domanda:
"I/We would be willing to discuss working with birthparents:" e seguono le seguenti opzioni (per farla breve): a rischio di disabilita' fisiche leggere (cioe' risolvibili chirurgicamente), a rischio di disabilita' fisiche pesanti (tipo anomalie del cuore, fibrosi cistica ecc), con una mental health history leggera (vale a dire casi di depressione o ansia in famiglia), con una mental health history moderata (tipo disordine bipolare), con una mental health history severa (tipo schizofrenia).
Anche qui ci siamo un po' documentati, abbiamo riflettuto, abbiamo cercato di capire cosa siamo in grado di gestire.. e alla fine abbiamo tratto le nostre conclusioni, valutando che "a rischio di" non vuol dire che ce l'abbia.

Settima domanda:
"We would be interested in adopting twins:" e qui abbiamo barrato un bel si :-), che e' vero che i bambini piccoli ti distruggono.. e due ti distruggono ancora di piu'... ed e' pure vero che la gravidanza gemellare e' piu' difficile, ma che carini che sono i gemelli!
E poi vuoi mettere: due al prezzo di uno :-P

[nel prossimo post: il bio-bambino, paure e pensieri]

7 commenti:

Laura ha detto...

Da questo post dovrebbe prendere spunto l'Italia. Nell'indagine vengono fatte domande molto generiche, molto lontane da quelle che hanno posto a voi.
E' utile e farlo coi tempi che servono, senza una risposta qui e ora, è ancora meglio. E' una scelta ancora più responsabile.
Come sempre sono affascinata e prendo spunto :)

giulia (from SB) ha detto...

Ciao Marica, questo blog e' scritto benissimo e mi ha aperto gli occhi su molte cose. Spero che il vosto bimbo arrivi presto, magari poi lo portate a Santa Barbara in vacanza cosi' ci conosciamo :)
Posso chiederti come mai avete scartato alcuni racial background?
(L'unico mancante che mi viene in mente e' native american) Liberissima di non rispondere, ovviamente, e' solo una curiosita'.
Aspetto il prossimo capitolo!

giulia

Pentapata ha detto...

bene quindi il panda è ancora un poì più vicino. gemelli? carini sì ma allora comincia subito le selezioni per una tata a meno che qualche nonno non voglia vede l'Ammerica!!

Gaia ha detto...

Marica quanto mi mancava questo blog!! Come sempre posso solo lontanamente immaginare cosa voglia dire tutto ciò.
Ma in ogni caso ammiro il modo in cui affrontate ogni passaggio, sembrate molto in sintonia tra di voi e anche con voi stessi. Dimostrate molto equilibrio e molta saggezza nel pensare sempre anche a voi nel concreto, e non solo all'idea romantica del bimbo. In bocca al lupo, as usual!!

Marica ha detto...

Laura: :-)
ma invece so che in italia chiedono se si e' disposti ad adottare bambini sieropositivi, vero?
qui invece quella domanda non ci e' stata posta.... eppure mi sembra importante :-/

Giulia: ahaha, ok, appena arriva lo portiamo a Santa Barbara ;-P
Si, abbiamo scartato i native americans perche'... sono veramente pochi i bambini dati in adozione, e quando vengono dati l'iter e' piu' complesso, perche' bisogna avere l'approvazione della tribu'... inoltre la loro identita' culturale e' molto forte e va conservata, e ci e' sembrato un impegno molto grande per noi ...
Poi abbiamo scartato gli "indiani" e le popolazioni arabe... anche in questo caso i bambini dati in adozione di queste etnie sono pochi e quindi siamo abbastanza tranquilli di non aver "ristretto troppo"... in realta' in questo caso abbiamo pensato che quando un giorno (se) torneremo a vivere in italia i bambini potrebbero essere facilmente oggetto di discriminazione...
NOn e' stato facile fare queste scelte... e pensa che in realta' io ho sempre pensato di voler adottare una bambina indiana :-), ma purtroppo bisogna fare i conti con la realta' e con i propri limiti :-(

pentapata: :-D sono ben accette anche blogger-baby-sitter :-P

gaia: crepi crepi... e ora spero di essere piu' costante! :-)

Lollo B. ha detto...

Che carino questo blog che ho scoperto per puro caso.
Nuovo follower subito.

Lollo

Marica ha detto...

Lollo B: ma benvenuto! :-)