lunedì 6 giugno 2011

1.16 la "dear birthmother letter" (parte uno)

Il terzo fronte su cui procedere per ottenere l'approvazione, oltre al paperwork e all'homestudy, e' la preparazione della brochure, chiamata anche birthmother letter (come accennato qui).

A cosa serve e come funziona la brochure.
Dato che l'open adoption prevede che le Juno scelgano la famiglia nella quale vogliono far crescere il figlio, si presuppone che le famiglie si "presentino" alle Juno, cio' avviene appunto tramite la brochure, che e' chiamata birthmother letter perche' in origine erano proprio delle lettere che iniziavano con "Dear Birthmother, siamo Tizio e Caia, con questa lettera ci presentiamo bla bla bla..."
L'agenzia raccoglie le brochure di tutte le famiglie candidate (sia in formato cartaceo che in un apposito sitoweb) e ne consegna un tot alla Juno di turno in base a quelle che sono le sue preferenze ed in base alla compatibilita' con i criteri delle famiglie disponibili. La Juno riceve cosi' mettiamo 10 brochures, se le sfoglia, ne scarta qualcuna, alla fine riduce la scelta a 2 o 3... ma ci sono anche casi in cui sceglie direttamente la famiglia giusta, perche' a volte scatta "quel certo non so che".
E' importante quindi cercare di "esporre il meglio di se'" in questa brochure, esaltare la propria unicita', le proprie caratteristiche, ma mai mentire... cercare di "spiccare" tra gli altri, illustrare quella che sara' la vita del bambino nella propria famiglia; come ci hanno detto presso l'agenzia bisogna "fare marketing" su se stessi.

La nostra brochure - il testo.
All'inizio fare la brochure e' spiazzante... sembra semplicemente ridicolo doversi "pubblicizzare" agli occhi di queste donne, a tratti sembra anche umiliante... Ma devo riconoscere che siamo riusciti ad entrare subito nello spirito giusto, che e': "se vuoi un bambino fai di tutto per ottenerlo, anche pubblicizzarsi se e' necessario"... e lo e'! Quindi in un weekend di dicembre siamo andati con il nostro portatile dallo starbucks e ci siamo messi giu' a scrivere, praticamente per tutto il giorno non abbiamo fatto altro!
L'agenzia ci ha fornito delle linee guida da seguire (a tratti anche molto rigorose), sia per il testo sia per le foto sia per l'impaginazione. Riguardo il testo gli argomenti da esporre sono stati: noi (chi siamo), lui visto da lei, lei vista da lui, lavoro e interessi, l'ambiente dove viviamo, le nostre famiglie. E non e' stato cosi' facile, soprattutto pensando che potremmo essere scartati o scelti in base a quello che avremmo scritto.
Dopo la prima revisione abbiamo mandato il testo a Guglielmina (la nostra consulente) e lei ce lo ha rimandato dopo pochi giorni con note e correzioni, e noi abbiamo corretto il tutto e rimandato... e poco alla volta il testo ha preso la sua forma definitiva! Devo ammettere che ho avuto non poche difficolta' a scrivere "Michele visto da Marica", visto che quella parte era completamente a mio carico... ma alla fine ho trovato le frasi chiave, cioe' che lui e' quello che riesce a farmi sorridere sempre, anche quando sono triste o incavolata, e che gia' me lo vedo a far volare l'aquilone con il nostro bambino :-P

La nostra brochure - le foto.
Anche per le foto abbiamo dovuto seguire le linee guida.
Come prima cosa abbiamo dovuto selezionare una cinquantina di foto (tra vecchie foto fatte nel corso degli anni e nuove foto fatte per l'occasione) in cui eravamo immortalati nelle nostre attivita' quotidiane o in viaggio o con la famiglia o in interazione con dei bambini (ed alcune foto le abbiamo fatte appositamente durante le vacanze di natale). Di queste foto Guglielmina ne ha poi selezionate una quindicina per la brochure, ed altre quindici addizionali per il sito web.
La cosa piu' difficile e' stata realizzare la main picture, cioe' la foto principale per la prima pagina della brochure, la copertina insomma! Dovevamo sorridere, ma non troppo; dovevamo far vedere i denti; dovevamo mostrare affiatamento; i colori dei nostri vestiti dovevano essere compatibili; lo sfondo non doveva distrarre ecc ecc.
E' stato veramente faticoso! Abbiamo chiamato in aiuto la mia tutor di inglese (che e' anche aspirante fotografa) e ci siamo dedicati un intero pomeriggio a far foto, cambiando sfondi e vestiti e sorriso... di un centinaio di foto ne abbiamo selezionate nove, e tra queste nove, consultandoci con Guglielmina, abbiamo scelto LA foto finale, quella perfetta.

E con questo siamo arrivati ai primi di gennaio... ma la conclusione della preparazione della brochure e del sito web ve la racconto piu' in la', che questo post e' gia' diventato abbastanza lungo :-)

[nel prossimo post: l'avvocato]

12 commenti:

Ilaria Pedra ha detto...

sta sera solo invidia per la grande america carissima.
Altro che brochure, qui in italia siamo alla lotteria tra un po'. bacioni

Marica ha detto...

:-)

Gaia ha detto...

Cavoli Marica, letto da qui sembra tutto così incredibile.
Un altro mondo, davvero...
Un abbraccio e complimenti, comunque, non dev'essere stato facile!!

Laura ha detto...

E' veramente molto interessante il tuo blog, soprattutto per me che sono un'educatrice e lavoro nel gruppo adozioni di un consultorio familiare..
E' davvero illuminante vedere un MONDO di diversità riguardo questo argomento..
Attendo con ansia i prossimi post :-D

Marica ha detto...

Gaia: si, proprio un altro mondo... un approccio completamente diverso alle cose... ma so far mi piace!

Laura: oh, che bello, un'occhio "esperto"! I tuoi commenti saranno piu' che benvoluti tra questi post!

Barbara ha detto...

Mi piace tutto questo percorso... credo che crei un legame ancora più stretto e profondo tra la coppia adottante, "costringe" a passare del tempo insieme, a lavorare a un progetto, a confrontarsi... cosa che poi succederà quotidianamente nella vita da genitori... lo trovo un bel training, faticoso ma utile!

Laura ha detto...

"Esperta" è dire troppo :D (ho 25 anni e lavoro lì da poco meno di un anno :D)

la cosa bella è poter vedere tante persone che hanno avuto tante esperienze diverse..

(In particolare NON mi occupo dei colloqui PRE adozione, ma dei gruppi POST adozione..)

E confermo quante dicono che in Italia i procedimenti sono estremamente lenti! (un po' per le leggi, un po' perché c'è poco personale,...)..ma forse qualcosa si muove (per lo meno in Friuli sono stati finanziati progetti per integrare il personale dei consultori)
anche se dubito che si arriverà all'efficacia che c'è negli Stati Uniti, con addirittura una realizzazione di adozione più o meno entro l'anno!

Poi ti volevo chiedere una cosa: mi incuriosiva sapere, se ve lo hanno detto, quanto incide il fatto che siete Italiani nella scelta delle Juno? (e ad esempio ipotizzare che possiate ritrasferirvi in Italia?)

Marica ha detto...

Barbara: si, faticoso ma utile :-)
(almeno spero!)

Laura: :-) anche se non sei esperta nel vero senso della parola, sei piu' che benvenuta :-)
Ti occupi dei gruppi post adozione.. cioe', gruppi di supporto? Ci sono incontri?
Il fatto che siamo italiani puo' incidere sia in negativo che in positivo... magari qualcuna vuole che il figlio possa essere bilingue o che possa girare un po' per il mondo ecc, magari qualcun'altra puo' vedere la possibilita' che prima o poi torneremo in Italia.
Dipenda da cosa vuole la Juno.
Come ho gia' scritto da qualche parte (ma non sono sicura), la vita e' imprevedibile... e mia mamma per esempio non sapeva che avrebbe avuto, un giorno, una figlia in america.. tutto puo' succedere, questo lo mettiamo in chiaro sin dall'inizio.
Cmq una coppia che abbiamo incontrato era stata scelta perche' una delle due persone di origini italiane.. e la Juno era di origini italiane :-)

Laura ha detto...

Bellissimo!! Quindi 50 e 50, dipende tutto dalle Juno, tengo le dita incrociate per voi!

Sì, i gruppi post adozione sono di supporto(sono facoltativi).. Ne facciamo (solo) tre, uno al mese.. (ma rispetta le esigenze e richieste che ci fanno le famiglie)
Se i bambini sono dai 3 anni in su, mentre in una stanza ci sono i genitori con la psicologa (e ass.soc), nell'altra ci sono io (e un tirocinante o una psicologa) con i bambini.

Questo è per dare modo ai genitori di confrontarsi, fare gruppo e parlare delle questioni più spinose..
Ai bambini per giocare, socializzare e capire che non sono i "soli" ad essere adottati..
Vengono fuori un sacco di cose carine :D

A noi serve 1 per dare supporto alle famiglie, 2 anche per le relazioni ai tribunali e tutelare i bambini nel caso ci sia qualcosa che non va..

Se i bimbi sono più piccoli non vengono (hanno provato anni fa e facevano pianti disperati) e quindi i gruppi di genitori li facciamo io e la psicologa.

E' così emozionante sentire certe storie.. :D la lacrimuccia scende anche a noi!

Marica ha detto...

laura: sembra davvero interessante quello che fai!
anche qui ci sono i gruppi di supporto, ne parlero' tra qualche puntata :-)

Clara V ha detto...

E' sempre strano leggere questo modo di affrontare l'adozione. La birthmother come soggetto e non come incidente di percorso, sicuramente i bambini crescono con una frattura in meno. Crescono con la consapevolezza, senza lo shock e quindi anche il senso di tradimento che sicuramente provano quando scoprono le loro origini. Però c'è anche sempre quel certo non so chè di umiliante, sentimento che però noi che non siamo graziate dalla maternità "naturale" dobbiamo affrontare molto spesso. E' molto difficile mettersi nei panni di una Juno, che è il nostro esatto opposto, però spero che arrivi presto quella che penserà che le persone giuste siete proprio voi.

Laura ha detto...

Marica ti lascio il mio nuovo blog che, oltre che diario, serve a spiegare un po' cosa vuol dire fare l'educatrice:) se ti interessa sarai la benvenuta, e anche chi altro vorrà sbirciare :D

(è proprio nuoooovo)

http://lauragirasole.blogspot.com/