venerdì 13 maggio 2011

1.14 Children of Open Adoption

Children of Open Adoption è il titolo di uno dei due libri che abbiamo dovuto leggere per essere approvati per l'adozione [in realtà l'ho letto solo io, ma non lo diciamo in giro :-P]
In questo libro si parla di come crescono i bambini adottati in relazione all'open adoption, da quando sono neonati fino all'adolescenza (seppur il libro risale al 1989).

Riporto brevemente quello che è scritto nella prima parte.
Nell'open adoption, i bambini che sono stati adottati (adoptees) trovano risposta immediata alle loro domande e possono andare avanti nel loro sviluppo senza restare focalizzati sugli aspetti dell'adozione.
Nell'open adoption i bambini non si sentono "sleali" verso i genitori adottivi quando fanno domande sui genitori biologici; inoltre gli adoptees hanno un senso di appartenenza verso i genitori adottivi perchè sanno che i genitori biologici hanno scelto proprio loro come famiglia in cui farlo crescere.
Insomma, questi bambini sanno tutto da subito, e per loro non è un problema, ma una cosa naturale.
La birthmother che avevamo incontrato durante il weekend intensive ci aveva raccontato che questo bambino sa esattamente chi è sua mamma e .. da quale pancia è venuto fuori, lui dice tranquillamente "la pancia della mia mamma era rotta, io allora sono venuto fuori dalla pancia di Jenny e la mia mamma è venuta a prendermi".
E questo è dolcissimo....


Il libro parla anche dei genitori adottivi, dice che all'inizio ci sono molte paure riguardo i birthparents, dice che chi vuole un bambino così tanto non può nemmeno immaginare che al mondo ci sia qualcuno capace di dare il proprio figlio in adozione...
Ma poi, dopo aver incontrato la birthmother, queste paure vanno via:
"The known reality dispels the fear. There are no fantasy images to deal with, but, instead, the reality of a real and caring person."
Il fatto, inoltre, di essere stati scelti dalla birthmother conferisce ai genitori adottivi un senso di entitlement, quasi un "permesso accordato" a prendersi cura di questo bambino.


Ovviamente queste sono "solo" le parole riportate in un libro (o che abbiamo ascoltato in agenzia)... non so nella realtà le cose stanno realmente così, ma voglio crederci, perchè mi sembra veramente bello.
Non so se sarà così semplice crescere un bambino nell'ottica dell'open adoption, ma noi ci proveremo!
[e poi.. fin'ora nessuno ha mai detto che crescere un figlio sia semplice, adottato o meno]


[nel prossimo post: la social worker]

11 commenti:

Eleonora ha detto...

solo per curiosità, come funziona il rapporto con la birthmother se voi decideste di tornare in Italia? Sono cose che dovete decidere da subito?

Marica ha detto...

Noi lo diremo da subito, che per ora siamo qua, ma che non sappiamo dove ci portera' la vita... poi stara' a lei vedere se le sta bene.
Ma d'altra parte pure mia mamma ha una figlia che sta dall'altra parte del mondo, e a lei nessuno l'aveva avvisata di questa possibilita' :-)

Gaia ha detto...

Marica, come giustamente rilevi tu ogni figlio è... un terno al lotto (scusate l'espressione un po' grezza, ma rende l'idea!). Non potete fare niente di più e niente di meno che il vostro meglio, sul resto nessuno ha controllo, per cui... vai tranquilla!! Andrà tutto bene!

Ilaria Pedra ha detto...

a me sta cosa della birthmother che vi sceglie mi sconvolge ogni volta che la leggo, in ITALIA è talmente diverso. Oggi 4^ colloquio chi è interessato trova il resoconto nei commenti di NINA as usual. In Italia è un massacro. Niente libri obbligatori però. BACI

Marica ha detto...

eccomi eccomi!
con la vacanza alle hawaii e con il clima pre-vacanziero e' da tanto che non aggiorno il blog... ma devo sbrigarmi, perche' intanto nuovi capitoli si sono sviluppati :-P

in settimana spero di fare due post! :-)

Clara V ha detto...

Non scade vero il momento giusto per fare un commento, vero? :p
Leggo sempre, ma commentare questo blog richiede una presenza di cervello che nell'ultimo periodo non ho sempre avuto.
In effetti, come ho già avuto modo di dire , da italiana questa cosa della birthmother è un po' destabilizzante. Da noi se abbandoni un bambino sei una peccatrice e non esiste che decidi qualcosa sul suo futuro, sostanzialmente. Quello che dice un bimbo piccolo ha però poco peso, è più interessante secondo me valutare come vivono questi figli adottivi durante il periodo della preadolescenza-adolescenza. Nel periodo della discussione dell'autorità i birthparents potrebbero essere usati come valvola di sfogo o mezzo di ricatto verso i genitori. L'agenzia vi segue sempre o dopo qualche anno vi "abbandona"? Avete conosciuto famiglie con figli adolescenti? Quello già è un periodo del ca.. per un ragazzo con una storia familiare più lineare, io già penso con ansia a quando il pupetto arriverà a quell'età e sicuramente cercherà di manipolare i genitori divorziati! (mica perchè è cattivo, perchè tutti gli adolescenti vogliono farsi i cavoli loro!).
Un'altra cosa: come la figlia di Valeria, voi italiani avrete un figlio americano, questo non è un ostacolo a portarlo a vivere in Italia? Avrà il doppio passaporto? (ho avuto il flash di qualche anno in avanti quando noi e voi usciremo con i rispettivi pargoli, speriamo sia una veggenza!)

Marica ha detto...

clara: non e' mai tardi per un commento :-)
come dici tu, il periodo piu' difficile sara' quello dell'adolescenza, dove i ragazzi gia' di loro tendono a ribellarsi ecc... e infatti il libro lo accennava.
il libreo pero' risale al 1989 (mi pare) e allora di adolescenti ce n'erano pochi... mi chiedo perche' non facciano un'edizione aggiornata! :-(
purtroppo non conosciamo altre famiglie con figli adottati e di quell'eta'... staremo a vedere, chediocelamandibuona :-)

si, nostro futuro figlio sara' americano... ma a differenza di valeria dovremo aspettare 6 mesi (dalla nascita) per richiedere il passaporto americano (tempo necessario per finalizzare l'adozione), dopodiche' con il passaporto potremmo portarlo in italia (in visita).
per quanto riguarda il futuro piu' lontano, penso che si avra' doppio passaporto... in ogni caso per un cittadino americano non dovrebbe essere difficile vivere in italia.
molto carino il tuo flash! ;-D

Moky ha detto...

Marica, sto facendo il catch-up anche con questo blog. Ti avevo accennato che ho un'amica il cui figlio 16enne e' un open adoption kid... se ti dovesse interessare, vi faccio mettere in contatto. Anche per sentire la sua esperienza in prima persona.

Marica ha detto...

Moky: sei molto gentile!
Vero, mi avevi accennato questa cosa... guarda, ora come ora ho la testa da tutt'altra parte, ma quando torno dall'italia (a settembre) molto volentieri!!
Grazie!!!

Mi ha detto...

se posso, quando specifichi "in visita" nel commento sopra cosa intendi?
che siete "costretti" a rimanere negli USA per un tot di tempo?
grazie


Dopo essermi letta una buona parte del tuo primo blog sono passata a questo ;)

Marica ha detto...

Mi: quando ho detto a Clara che una volta ottenuto potremmo portarlo in italia in visita? beh, per ora non abbiamo intenzione di tornare a vivere in italia...pero' nessuno ci costringe a restare qui.
In realta' e' "opportuno" garantire un certo contatto con la birthmother, ma non e' una costrizione... e poi un viaggio l'anno italia-america si puo' sempre fare, male che va :-)