martedì 19 aprile 2011

1.11 Home Study (prima parte)

Oltre a tutti i documenti relativi al paperwork, abbiamo dovuto elaborare un paio di documenti per l'home-study: un questionario e una autobiografia.

Nel questionario ognuno di noi ha dovuto rispondere a domande del tipo:
"come ti descrivi?", "come descrivi il tuo partner?", "cosa cambieresti nel tuo partner?", "quali sono i punti forza della vostra relazione?", "quali sono gli obiettivi della vostra relazione?", "come gestite i vostri problemi?", "come pensi di disciplinare i vostri figli?", "cosa ti aspetti dai vostri figli?", perche' vuoi adottare?" ed altre similari.

Nell'autobiografia invece abbiamo dovuto parlare della nostra infanzia, adolescenza ed eta' adulta, prestando particolare enfasi a come ci hanno educato i nostri genitori, il rapporto dei genitori tra di loro ecc.

Tutto questo e' stato veramente faticoso.
Per me in particolare l'adolescenza e l'infanzia non sono stati periodi proprio felici e volentieri li avevo accantonati... rispolverare tante cose e poi esporle in inglese e' stata dura...
Per fortuna il marito mi ha aiutata, almeno con l'inglese.
Ci abbiamo messo un paio di fine settimana a fare tutto cio': siamo andati da starbucks ognuno con il proprio portatile, seduti uno di fronte all'altro e abbiamo scritto e scritto, osservando il flusso di persone che arrivava ed andava via, mentre fuori il sole splendeva...

Questi documenti sono poi andati in mano alla social worker, la quale li ha utilizzati (insieme al materiale proveniente dalle interviste e dall'ispezione della casa) per completare l'home-study, richiesto per legge per tutte quelle persone che cercano l'approvazione per l'adozione.
E l'home study e' messo poi a disposizione delle birthmothers.
Il fatto che una Juno possa scegliere o meno me in base al rapporto che avevo con i miei genitori durante l'infanzia mi lascia un po' perplessa.

[nel prossimo post: la reazione della vicina]

12 commenti:

Barbara ha detto...

Uh mamma chissà che faticaccia!
E poi effettivamente, essere scelta in base a come i tuoi genitori ti hanno cresciuta, in base alle loro scelte e non alla persona che sei tu ora, lascia davvero un pò perplessi... anche in base al rapporto che avevano i tuoi fra di loro quando eri piccola... non sono un pò affari loro? Non so se è giusto che questo si ripercuota sul vostro desiderio di diventare genitori....

sfollicolatamente ha detto...

Vero, mi sembra tutto un po' eccessivo e irrilevante...ma ribadisco: e raccontare un po' di balle (hahah no no scherzo, che poi parla e riparla saltano fuori)...

Comunque, bravi davero per essere riusciti a raccontare le vostre storie a degli assistenti sociali, e, ancora piu' difficile, senza sapere chi le leggera'.

Non vedo l'ora di leggere della vicina pazza!!

Anonimo ha detto...

Ecco, questa parte forse mi avrebbe fatto desistere. Che palle! Al lavoro la cosa che proprio non sopporto e' quando arriva il periodo dell'evaluation e ti chiedono di fare la self evaluation. Praticamente per me e' un vero e' proprio martirio, non lo sopporto! Lo rimando sempre fino all'ultimo giorno e poi mi ritrovo sempre a lavorarci su fino a notte tarda perche' non mi piace e non mi piace. Per quest'anno e' passata, ma solo il pensiero che dovro' farlo di nuovo l'anno prossimo mi fa venire l'orticaria bleah!

Dora in MD

Marica ha detto...

grazie a tutte :-)

Gaia ha detto...

Partendo dal presupposto che non avrei mai immaginato che le cose laggiù funzionassero in questa maniera, tutto sommato non lo trovo così assurdo. E' difficilissimo per me cercare di entrare nella testa di una Juno, ma se ci provo non trovo poi così assurdo, alla luce di quello che sta vivendo, indagare anche aspetti di questo tipo. Perchè se una persona ha vissuto in una famiglia "equilibrata" è più probabile che tenda a creare a sua volta questo equilibrio nella sua "nuova" famiglia, mentre se ha vissuto situazioni difficili o anche solo molto marcate (ad es. una rigida educazione religiosa, per dire) tenda o a riproporle o ad agire all'estremo opposto. Ed in questo caso forse è giusto che le Juno più consapevoli vogliano e possano andare un po' più a fondo. Al di là della comprensibilissima difficoltà di fare questo lavoro su di sè e sulla propria storia, tu cosa ne pensi, Marica?

Marica ha detto...

Gaia: da una parte quel che dici e' vero... se sono cresciuta in una famiglia equilibrata e' piu' probabile che io sia una persona equilibrata... ma dall'altra parte non e' detto che se i miei genitori avevano certe idee e certi valori io debba essere come loro.
Scendendo nel nostro esempio in particolare: mio marito ha avuto un'infanzia bellissima, i suoi genitori, anche se lavoravano entrambi, passavano sempre tanto tempo con loro, li aiutavano a fare i compiti, la favola della buonanotte, le gite la domenica ecc.
Io non ho avuto niente di tutto questo... i miei genitori erano da una parte, io e mio fratello dall'altra, proprio su due piani separati; mai gite insieme, mai favole la sera, mai niente. Ma questo non vuol dire che io con i miei figli mi comportero' in questo modo, anzi... forse proprio aver sperimentato questa "rigidita'" sulla mia pelle mi spingera' ad essere piu' "interattiva" con i miei figli... ma questo la Juno lo sa apprezzare dai miei racconti sulla mia infanzia?

Nikla ha detto...

...io credo sia importante scrivere del passato. Quella che sono lo devo anche a quello che ho vissuto, fa parte di me anche se a volte sembra non c'entrare nulla con me.

Per come ti conosco posso dirti che il rapporto che hai avuto con i tuoi ha segnato molto il tuo carattere. I tuoi difetti e i tuoi pregi sono anche il frutto della tua infanzia.
Questo ovviamente non vuol dire che farai gli stessi errori di tua madre...

E poi non hai parlato soltanto dei tuoi genitori e della tua infanzia, hai scritto di te...di quello che ti aspetti, di come vorresti essere una madre.

Vedrai che qualcuna comprenderà quello che sei e che potresti essere...

Marica ha detto...

Nikla: gia', l'infanzia ci segna....
Grazie per le belle parole! :-)

Gaia ha detto...

Marica,
innanzitutto grazie per aver condiviso con noi anche questa parte difficile della tua vita; penso anche io come Nikla che l'infanzia ci segni e che ci condizioni, nel bene e nel male, per tutta la vita.

Io credo che se una ragazza, o una donna, riesce ad avere una consapevolezza tale da portare avanti una gravidanza per poi dare il bimbo in adozione, dovrebbe a rigor di logica avere la capacità di saper leggere, in un dossier come il tuo, che ciò che hai percepito come mancanza nella tua infanzia sarà tra le tue priorità come madre.
Forse ho una visione un po' troppo romanzata o articolata delle Juno, ma in fondo credo che siano madri anche loro, e che certe cose le percepiscano.
Ne approfitto per augurarvi di cuore buona Pasqua e buon 25 aprile!

Anonimo ha detto...

Questo post e' molto bello.
Grazie per aver condiviso la tua storia.
Penso che la motivazione del questionario sia condivisibile.
E' comprensibile la possibilita' di conoscere la vita dei genitori adottivi.
(Se pensiamo all'iter interminabile che bisogna svolgere in italia, le lunghe trafile, analisi, studi ecc ecc che svolgono sui genitori e sulla loro infanzia...)
Al tempo stesso pero' condivido con te l'idea che un tipo di educazione o un tipo di passato non debba necessariamente significare un futuro simile.
In buona parte dei casi, persone che hanno avuto infanzie o vite difficili diventano individui piu' consapevoli, piu' attenti e sensibili.
Questo diviene un pregio, perche' aumenta la percezione dei bisogni altrui e li rende maggiormente inclini alla comprensione.
Spero che le mamme naturali non si lascino influenzare da un foglio.
Sarebbe molto piu' produttivo,a mio avviso, la conoscenza diretta, perche' solo in questo modo si potrebbe effettivamente "tastare" quanto sia "giusto" quel genitore adottivo piuttosto che l'altro.
Non sarebbe giusto dover essere condizionati per un tipo di passato rispetto ad un alro.

Pollon

Ilaria Pedra ha detto...

Anche noi siamo, in Italia, alla fase "raccontateci la vostra storia" alcune ASL chiedono una relazione scritta, in genere per accorciare i tempi, altre ti fanno 10000 domande e se la scrivono loro. Avrei un sacco di aneddoti su coppie amiche che si sono sentite fare domande e affermazione davvero assurde e svilenti. Ma preferisco non parlare di altri, non mi pare troppo corretto. Per ora noi abbiamo sostenuto un colloquio, ne seguiranno molti altri, già fissati 4. L'adozione internazionale costa circa 15/20mila euro, dipende dal paese scelto. E' dura, è durissima.

Marica ha detto...

Gaia e Pollon: grazie per l'incoraggiamento e per le vostre parole.. il blog serve anche a questo, a ricevere i vostri commenti che mi fanno "andare un po' piu' in la'" :-)

Pollon: cmq si, e' previsto anche l'incontro "live" con la Juno, quando sara'...

Ilaria: in bocca al lupo anche a voi!!!