martedì 29 marzo 2011

1.6 Open Adoption: come funziona

L'open adoption e' un'adozione aperta, nel senso che si conoscono i genitori biologici del bambino.

Vi racconto brevemente (per quanto possibile) come funziona.
Chi vuole adottare, dopo aver scelto l'agenzia e dopo aver partecipato al corso intensivo, deve procedere su tre fronti per ottenere l'approvazione:
1- paper work: bisogna procurarsi tutta una serie di documenti e consegnarli all'agenzia;
2- homestudy: bisogna fare dei colloqui con un assistente sociale e subire un'ispezione della propria abitazione;
3- brochure: bisogna preparare una brochure (chiamata birthmother letter) per presentarsi alle "donne incinte che non vogliono/possono crescere un figlio" (d'ora in poi le chiamero' Juno, che faccio prima... grazie a Clara per l'idea).
Questo processo di preparazione (che costituisce la prima parte di questo blog e che ho chiamato Fertilization) dura mediamente 4 mesi; noi l'abbiamo iniziata il 19 novembre e l'abbiamo finita il 18 marzo, perfettamente in media :-)
A questo punto per i futuri genitori adottivi inizia l'attesa, mediamente nove mesi (numero molto romantico).

Passiamo dalla parte delle Juno.
Le Juno ad un certo punto si accorgono di essere incinte, la cosa non era programmata e non sanno che fare (solitamente le Juno sono teenagers, ma non e' sempre vero). Le opzioni per loro sono tre:
1- abortire,
2- crescere il figlio,
3- darlo in adozione.
E' una scelta grande (dei cui aspetti parlero' prossimamente), e capita che alcune di queste Juno contattino una delle tante agenzie che si occupano di adozioni di neonati; dall'agenzia ricevono assistenza psicologica e consulenze, ed esplorano con un aiuto esterno queste tre possibilita' fino a scegliere quella che sembra la soluzione migliore.
Una volta che le Juno hanno deciso di dare il figlio in adozione e sono convinte di questa scelta, possono scegliere la famiglia nella quale far crescere il figlio. Le Juno esprimono dei criteri selettivi che possono essere di qualunque tipo, ad es. una famiglia che vive nel South-West e che abbia un cane, oppure una coppia senza figli che abita nell'Indiana di cui lui afro-american e lei bianca, oppure una coppia di giovani e simpatici italiani che vive in california :-P, qualunque cosa possa essere per loro importante. In base a questi criteri l'agenzia presenta loro una ventina di brochures di possibili famiglie adottive e viene chiesto loro di fare una selezione: scegliere la miglior famiglia possibile o al limite ridurre la scelta a tre possibilita'.
Variante: siccome le liste delle famiglie adottive in attesa sono disponibili anche on-line sui siti delle agenzie, e' possibile che le Juno scelgano direttamente la famiglia senza passare per l'agenzia; in questo caso si ha prima il contatto diretto e poi la fase di consulenza/supporto.
Altra variante: le famiglie adottive in attesa sono invitate a fare del proprio networking, cioe' a spargere la voce e a far girare la propria brochure, tra amici e parenti sparsi negli states, perche' a volte capita che un amico di un amico di un amico e' la persona che stiamo cercando... e a questo punto a qualcuno potrebbe accendersi una lampadina [se le lampadine non si accenderanno spontaneamente, nelle prossime settimane vedro' di farle accendere io! :-)]

Dopo che la Juno sceglie la sua famiglia preferita, se la Juno in questione soddisfa i criteri della famiglia scelta (ebbene si, anche l'altra parte puo' esprimere dei criteri di scelta), si ha l'incontro tra le due parti. Se durante l'incontro ci si piace e c'e' sintonia (in pratica e' come un appuntamento al buio), si ha un match , e la famiglia adottiva viene temporaneamente tolta dalla lista delle famiglie in attesa. A questo punto si firma un contratto preliminare, in cui le parti convengono che dopo la nascita il bambino passera' di mano (uh, che brutta espressione) e vengono stabilite le seguenti cose:
- cosa accadra' in ospedale (cioe' chi sara' in sala parto, chi tagliera' il cordone ombelicale ecc),
- come sara' il contatto durante il primo anno,
- come sara' il contatto nei tempi a seguire (outgoing contact).
Si, perche' l'adozione aperta si basa su un rapporto aperto mirato al bene del bambino. Solitamente nel primo anno non c'e' molto contatto, perche' le Juno preferiscono allontanarsi un po'... mentre successivamente ci si vede circa due volte l'anno, piu' e' buona consuetudine mandare ogni tanto delle foto del bambino e fare qualche telefonata. In realta' l'entita' del contatto dipende da tante cose... e, contrariamente a quanto si possa pensare, sono le famiglie adottive che con il passare del tempo vorrebbero piu' contatto, mentre le Juno tendono a sparire.

Il contratto non e' vincolante per la Juno; dopo il parto e prima che tutti lascino l'ospedale Juno deve firmare la rinuncia ai suoi diritti di madre, dopodiche' ha circa 10 giorni per ripensarci. Un 4% delle Juno ci ripensa in questa fase.
Se tutto va come deve andare, la famiglia adottiva torna a casa propria con il neonato, dopo un tempo variabile tra i 10 giorni e le quattro settimane, in dipendenza dalle leggi specifiche dello stato in cui avviene il parto.
Dopo 6 mesi l'adozione viene finalizzata.

E ora suppongo che molti di voi staranno pensando "ma come? si mantiene un rapporto con la Juno? ma come, e se poi Juno ci ripensa e rivuole il bambino indietro? ma il bambino non e' confuso?"
Nei prossimi post a poco a poco vi parlero' anche delle implicazioni psicologiche dell'adozione aperta e del perche' per esempio le birthmothers non scappano con il bambino cinque anni dopo.

Intanto, per chi volesse approfondire, su questo sito ci sono diversi articoli scritti da famiglie adottive riguardo le loro esperienze con l'open adoption; in particolare vi segnalo questo qui.

"We continued to listen as the birthparents explained that they wanted more for their children than they could offer at the time they gave birth. They had decided to place their babies with families who were ready to parent, and, in exchange, all they asked was assurance that their children were in good hands"

[nel prossimo post: chi puo' adottare]

15 commenti:

Paola ha detto...

ciao Marica, aspettavo questo post ;-) e andro' sicuramente a leggere il link che indichi per quanto riguarda le esperienze di genitori che hanno adottato in un'open adoption.
in Italia e' l'opposto, un minore dichiarato adottabile viene allontanato dalla famiglia d'origine con cui non mantiene i contatti (soltanto il minore stesso puo' chiedere informazioni a riguardo, raggiunta l'eta' di 21 anni, a meno che non sia stato "non riconosciuto" alla nascita nel qual caso non e' possibile risalire alla madre biologica).

la mia formazione, la mia esperienza, le storie che ho sentito e le motivazioni di servizi e psicologi mi portano a pensare che per il bene del bambino questa sia la soluzione migliore. altrimenti (qui in Italia) si parla di affido, o adozione mite, che pero' sono esperienze diverse sia per i genitori che per i figli.

ti ringrazio tantissimo per i tuoi racconti e per la condivisione: confrontarsi rimane l'unico modo per arricchirsi e crescere! grazie!

sfollicolatamente ha detto...

Sono sempre piu entusiasmata dal fatto che negli US si possa davvero uscire da un ospedale con un neonato tra le braccia. Che cosa stupenda!!
E che ci vogliano solo 9 mesi (eh si che numero romantico, come anche la fase che hai chiamato Fertilization :-))

Anonimo ha detto...

Ho sentito parlare dell'open adoption e l'ho vista nei film e telefilm americani ma sentirla raccontare da chi la sta vivendo in prima persona e' un'altra cosa :))))

Stupendo!

Dora in MD

Marica ha detto...

Paola: non so se l'open adoption sia praticata solo negli USA o anche in qualche altra parte del mondo.
Le motivazioni alla base (che prossimamente approfondiro') sono:
- il bambino non ha il trauma di scoprire che e' stato adottato, ma lo sa da sempre e sa da dove viene "biologicamente" e a chi somiglia... ha piu' persone che lo amano e sa che "non e' stato abbandondato" ma e' stato "consegnato ad un'altra famiglia" per il suo bene;
- i genitori adottivi possono accedere alla health history dei genitori biologici;
- la madre biologica non vive con i sensi di colpa e il dubbio per tutta la vita, ma sa che il bambino cresce e sta bene.
Approfondiro' in seguito.
Il tuo punto di vista e' ben gradito!
Che esperienza hai nel campo?

Sfollicolatamente: si, adottare un newborn e' proprio una bella cosa :-)

Dora: eh si, si vede in tanti film e telefilm, ma solitamente uno non gli da' peso.. io almeno non glie l'avevo mai dato :-D
Grazie per seguirmi!

Gaia Marfurt ha detto...

Sono contenta che hai aperto anche questo blog! Ti seguo con affetto! :)

Barbara ha detto...

ho lasciato un piccolo premio per te sul mio blog...
un abbraccio

Marica ha detto...

Gaia: grazie mille! :-)

Barbara: oh, wow... vengo a vedere, grazie! :-)

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Cara Marica,

Ho letto con attenzione. Mi ha colpito la possibilità della piena libertà di scegliersi in un certo senso tra la birthmother e la famiglia che si presenta. Mi ha colpito il 4% delle mamme che ci ripensano. Posso dirti che quando ha in mano un topino, pandino come lo è stato Damiano alla nascita e lo sarà per esempio Giorgia per Barbara è impossibile dire di no, lo voglio dare in adozione. Almeno a me risulta impossibile. Sei troppo commossa e coinvolta in un legame carnale bellissimo. Vedrai lo sperimenterai quando accarezzerai il tuo bambino. Un emozione fortissima. Mi ha colpito anche la capacità di scendere nel dettaglio:

cosa accadra' in ospedale (cioe' chi sara' in sala parto, chi tagliera' il cordone ombelicale ecc),
- come sara' il contatto durante il primo anno,
- come sara' il contatto nei tempi a seguire (outgoing contact).

Ma se si verificano contrattempi e inconvenienti. E' tutto legalmente sancito?

E se la Juno ci ripensa dopo 5 anni che so? Cmq la centralità dell'attenzione al bambino al suo bene alla sua educazione sono gli aspetti cruciali che credo ispirino la open adoption almeno mi pare di avvertire

Grazie per la tua testimonianza. Ti leggo con passione affetto ed entusiasmo

Manu & Cla di Pocapaglia (CN)
manuplasmati@tiscali.it

Clara V ha detto...

Sai, questa cosa dell'open adoption è così "americana" che faccio fatica a concepirla. Da una parte mi sembra estremamente pragmatica, dall'altra è come se la facesse troppo facile, non co come dire. Non riesco a immedesimarmi in una ragazza che dà in adozione il figlio, forse è solo per questo. Ed è quasi buffa l'idea della Juno che sfoglia il catalogo dei possibili genitori per il proprio figlio. Ho sempre vissuto il concetto di genitorialità come qualcosa di così aleatorio che mi fa strano anche poter scegliere se avere o no un figlio sano (cosa che è possibile scegliere anche in italia). Mi domando se in Italia nascesse un'agenzia di questo tipo se ci fossero persone che vi si rivolgerebbero. E' uno di quei contesti in cui si sente il distacco culturale tra italia e USA.
Comunque come stai organizzando questo blog mi piace tanto e lo leggo proprio con piacere.

Marica ha detto...

Manu e Clara: si, questa cosa e' proprio americana!
Eh ci credo che non vi riuscite ad immedesimarvi nella Juno che da' in adozione il figlio... le vostre situazioni sono troppo diverse dalla loro!
Lo so che pensate "ma ti nasce dentro, come fai a darlo via?"
Ma considerate che l'alternativa spesso per queste Juno e' l'aborto... sono da ammirare (almeno secondo me) perche' decidono di portare a compimento questa vita che si e' generata, ma allo stesso tempo sanno che loro non possono offrire a questo bambino tutto quello che vorrebbero. E' una scelta drammatica, si... ma e' anche un "atto di amore" verso questi bambini.
Ne riparleremo quando faro' il post sulla birthmother.

Miky ha detto...

Grazie per essere passata nel mio blog.
Ora che sono arrivata qui credo proprio che ci rimarrò :)
Anche io avevo visto questo tipo di adozione nei telefilm americani e in effetti ero convinta che fosse solo un'invenzione televisiva 0__0
Sapere che esiste questo tipo di adozione devo dire che mi spaventa e mi affascina nello stesso tempo.
Quindi penso che solo segunedo questo tuo percorso potrò capire che direzione prenderanno le mie emozioni, sempre che a te faccia piacere.
Un forte abbraccio!

Miky ha detto...

A proposito il telefilm di cui parlavo è proprio friends...
^__^

Marica ha detto...

Miky: bene, mi fa piacere che mi segui e spero di riuscire a dare una buona idea di come funzionano le cose :-)
Eh, quanto ho "vissuto" sulla mia pelle la storia di Monica e Chandler... :-D

Gaia ha detto...

Anche a me fa un po' "effetto" pensare alla open adoption e alle sue possibili implicazioni. E' davvero una fortuna poter sentire raccontare tutto questo dalle tue parole, non credo che siano in molti, qua, a sapere davvero come funziona e soprattutto a capire che cosa significa anche in termini emotivi, per tutte le parti coinvolte... grazie per il bel lavoro di informazione che stai facendo!!

Marica ha detto...

Gaia: si, in italia credo che nessuno ne sappia niente, a parte quello che si vede nei film, ma resta appunto legato alla dimensione "film", non ci si pensa che accade cosi' nella realta'...
Grazie a tutti voi per seguirmi e per parlarne :-)