domenica 27 marzo 2011

1.5 Il weekend intensive

Venerdi' 19 Novembre alle 6:30 del mattino (circa) siamo partiti alla volta di Los Angeles, per andare al weekend intensive organizzato dall'agenzia.
Alle 9 precise siamo entrati nel loro ufficio, ci hanno dato la targhettina con i nostri nomi e siamo andati nella sala riunioni.
Oltre a noi c'erano altre due coppie. La prima veniva dal Colorado: dopo aver avuto in affidamento per sei mesi un bambino appena nato, erano rimasti con le mani vuote e il cuore dolorante, dato che il bambino era stato riconsegnato alla famiglia di origine. L'altra coppia veniva dalla California: avevano provato a concepire per dieci anni senza riuscirci, e nel frattempo la sorella gemella di lei aveva avuto cinque figli... anche loro pronti per adottare, nel piu' breve tempo possibile :-)

Dopo le nostre presentazioni abbiamo ascoltato quella dell'agenzia ed abbiamo conosciuto i nostri Adoption Coordinators (uno per coppia), le loro storie strettamente collegate con il mondo dell'adozione. Li' abbiamo scoperto che il nostro Adoption Coordinator sarebbe stato Guglielmina, gia' conosciuta all'incontro di presentazione con l'agenzia, e la cosa mi ha fatto molto piacere, dato che lei parla in modo lento e chiaro.. e mi comunica un senso di protezione materno :-)

Durante la prima parte della giornata abbiamo ascoltato (tanto) e interagito (poco) con Ugo, padre adottivo di due bambini e coordinator presso l'agenzia da allora (circa dieci anni). Ugo ci ha spiegato per bene il processo dell'open adoption, ripercorrendo ed approfondendo quanto ci aveva gia' spiegato Guglielmina al precedente incontro, e ci ha spiegato tutto in modo.. coinvolgente! E' bello ascoltare delle cose spiegate con tanto entusiasmo e tanta partecipazione, era evidente che l'adozione gli ha cambiato la vita e si era fatto portavoce di questa causa! Io prendevo appunti mentre lui spiegava e non ho potuto fare a meno di trascrivere delle frasi che mi sono sembrate, piu' che altro, degli insegnamenti di vita, come: "don't isolate yourself", "just expect the unexpected" (la mia preferita al momento), "be as open as you can", "celebrate the life you want to have".
Dopo la spiegazione dell'open adoption (di cui al post successivo) ogni coppia si e' ritirata con il proprio coordinator per firmare il contratto, fare il piano dei pagamenti e fare eventuali domande; quindi abbiamo pranzato e fatto due chiacchiere con le altre coppie.

Nel pomeriggio altre persone che lavorano presso l'agenzia hanno sviluppato con noi diverse tematiche dell'adozione, abbiamo fatto casi di studio, abbiamo condiviso le nostre perplessita'... ma la parte piu' interessante del pomeriggio sono stati gli incontri con la famiglia adottiva e con la birthmother (la madre biologica).
La famiglia adottiva, con una bellissima bambina di sei mesi di nome Bella (nell'adozione erano coinvolti personaggi con origini italiane), ci ha raccontato la propria storia, da quando erano li' seduti come noi fino a quel momento, sottolineando le difficolta' che avevano avuto nel loro percorso e dandoci consigli al riguardo.
E poi abbiamo incontrato la birthmother... ed abbiamo cosi' visto l'adozione dal punto di vista opposto! Decisamente una bella esperienza! Ci ha raccontato che lei era rimasta incinta in seguito ad una violenza (da parte di un amico) e che si era resa conto della sua gravidanza solo al quinto mese (la sua mente continuava a negare quanto successo)... a quel punto non se la sentiva di abortire, ma nemmeno si sentiva in grado di crescere un figlio (aveva 16 anni all'epoca... ed era pur sempre il frutto di una violenza subita), quindi aveva deciso di darlo in adozione. E ora, dopo sette anni, era ben contenta della scelta fatta ed era andata avanti con la sua vita... e l'open adoption l'aveva aiutata :-)

Alle 17 l'incontro e' finito e noi ci siamo avviati verso l'albergo. Avevo un tremendo mal di testa (troppe informazioni?), quindi dopo una rapida cena mi sono addormentata.
La mattina seguente alle nove eravamo di nuovo tutti li'; l'incontro del sabato mattina e' decisamente volato ed alle 12 circa eravamo gia' liberi :-)
Le mie prove pero' non erano finite: mi aspettava un pranzo con una persona incinta :-) L'avevo organizzato io perche' mi faceva piacere, ma allo stesso tempo ero un po' preoccupata per le mie reazioni, e invece il pranzo e' stato piacevole, io sono stata tranquilla, anzi... sono stata genuinamente contenta per questa cara persona :-)
Ed a lei, anzi a loro, abbiamo dato in anteprima la notizia della nostra Decisione.

[nel prossimo post: come funziona l'open adoption]

7 commenti:

Manu di Pocapaglia (CN) ha detto...

Cara Marica...

che bella questa testimonianza!! Quanta partecipazione emotiva e quanta apertura verso l'inatteso, l'inaspettato che ci sorprende. Vedrai sarà bellissimo come nenache riesci a immaginare!!
Davvero interessante il confronto con la birtmother e il pranzo con la persona in cinta. Avrei desiderato vederti negli occhi. Descriverti l'esperienza di avere un figlio è impossibile. C'è talmente tanta gioia e fatica, responsabilità e stupore che ogni istante ha un carattere di eternità. Ecco eternità è la parola che mi piacerebbe comunicarti. Tu e Michele state preparando il cuore per l'eternità...Ecco perchè come giustamente ha sottolineato la birtmother nonostante la violenza subita ha preferito affidare il bambino all'adozione: perchè ha compreso in modo ineffabile l'importanza dell'eternità.

Sono felice per voi non sai quanto!! E grazie per questa chiarezza e lucidità nel descrivere i vostri momenti, i vostri passi. Non ne sarei capace ma almeno leggendoti ha modo di ripercorrere anche i nostri nella dimensione della genitorialità

Cari saluti a te e Miki

Manu & Cla di Pocapaglia (CN)
manuplasmati@tiscali.it

Marica ha detto...

Manu: grazie mille per l'appoggio :-)

Barbara ha detto...

Che belle frasi che ti sei annotata e che bella esperienza... poter vedere le cose da diversi punti di vista, a volte, aiuta a vedere con chiarezza l'intera situazione... ma solo le persone forti riescono a farlo per davvero...
Attendo di nuovo il continuo del racconto... sta diventando davvero emozionante...
Bacio

Marica ha detto...

Barbara: vero, vedere da punti di vista diversi aiuta tanto!
E' arrivata la puntata successiva!

Anonimo ha detto...

La credo che sei stata bene con l'amica incinta! Sei incinta anche tu!
Auguri
silvia

Nina ha detto...

Mi continuano a risuonare in testa quelle parole "don't isolate yourself" e "just expect the unexpected"...chissà perchè è? Forse perchè incontrare altri nel nostro percorso che vivono la nostra esperienza e sono in grado di comprenderci è un'enorme risorsa? Forse perchè la speranza nell'incredibile e nell'inaspettato non deve mai abbandonarci?
Il tuo entusiasmo mi entusiasma! :DDD

Marica ha detto...

Silvia: ahahaha, in un certo senso... si :-) pero' la gravidanza dura un tempo indefinito :-)

Nina: :-D e a mia volta sono entusiasmata dal tuo entusiasmo :-D